stata la scusa per assaggiare specilità natalizie svedesi come il glögg, quel profumatissimo vino caldo speziato al quale vanno aggiunte uva passa e mandorle intere. Abbiamo goduto dei Christmas carrols dei cori e io mi sono fatta un sacco di
risate a scoprire il passatempo natalizio degli Svedesi: danzare intorno all'albero di Natale! Ci sono tutta una serie di canzoncine e si presuppone che a ballare siano i bimbi; invece chi si diverte di più sono gli adulti!
siamo stati invitati a prendere le parti dell'Hammarby, che è una squadra di Stoccolma, che ha reso poi tutti felici vincendo il match. Io, in prima fila, mi sono lasciata prendere iniziando a tifare e unendomi ai cori della tifoseria bianco-verde
(con gran gioia del nostro insegnante Mikael, tifoso perso, che mi ha detto che avevo già capito come fare a passare l'esame finale del corso
). A fine partita siamo stati invitati da Cecilia (la
nostra chirurga addominale che supervisiona il corso) nella sua cantina a Gamla Stan, dove abbiamo bevuto vino e mangiato popcorn al burro fino a tardi.
Tuttavia, di ragguardevole, è che se ora si sceglie di fare una passeggiata pomeridiana, ci si trova immersi nella notte
giò poco dopo le tre, quindi risulta una passeggiata serale.
Sono stata anche a vedere la pista di pattinaggio a Kungsträgården, prima di andare in chiesa. Ci sono delle specie di casette a cono dove cambiarsi le scarpe e mettersi i pattini, che carine! Per il resto la pista è piccolina e si continua a girare intorno a uno dei monumenti del parco. In chiesa sono stata raggiunta da Bixente che, alla fine, era così entusiasta che mi ha invitato fuori a cena. Dove mi ha portato? A Gamla Stan, in un ristorante... italiano! Nooo!!!
Lo Stadsmuseum è uno dei musei ancora gratuiti di Stoccolma e questo è un motivo in più per visitarlo (tra l'altro se ci si va con la Stockholmskortet si riceve in omaggio un poster del valore di 50kr). E' situato in uno splendido palazzo del XVII secolo, il Södra Stadshuset, che fino all'inizio del 1900 era sede del municipio. All'interno, come in quasi tutti i musei stoccolmesi, c'è ristorante-bistrot, sala attività per bambini, guardaroba, negozio e qua c'è anche una ricca sala documentaria. Passeggiando tra i locali su e giù per i quattro piani del palazzo, si percorre la storia di Stoccolma e dintorni, dai ritrovamenti archeologici, passando per il medioevo, la peste, la rivoluzione industriale, fino ai giorni nostri con un occhio al design interno ed esterno degli edifici. Sono stata fortunata perchè in questo periodo ci sono anche tre mostre temporanee: una su Linneo (ricordo ancora che è il trecentesimo dalla nascita e che in Svezia è particolarmente celebrato), su quando faceva il medico a Stoccolma; un'altra sulla vita domestica a Stoccolma durante il XVIII secolo; e l'ultima è una mostra fotografica sulla città nel 1957, anno della costruzione dell'attuale T-Centralen, dell'apertura della T-Bana e di molti altri rinnovamenti. L'esperienza è multisensoriale: luci, suoni, odori sono tutti usati per dipingere meglio l'affresco delle varie epoche. Nemmeno a dirlo sono stata un quarto d'ora a informarmi e ad annusare tutte le spezie che venivano usate nel medioevo come rimedi contro diverse patologie; l'unica che non avevo mai sentito era la "polvere di mummia", qua ricreata con diverse spezie. Mi è piaciuto anche visitare la ricostruzione delle povere case di alcuni lavoratori del 1800, che vivevano cercando di rendere dignitosa l'indigenza. Si passa dalle taverne, alla scuola, alla fabbrica, all'uffico del registro... alla caccia alle streghe. E nelle sale della Stoccolma sei-settecentesca si scoprono modellini della città e dei palazzi, che fanno realizzare quanto fosse grazioso e maestoso al contempo il Tre Kronor Slottet (il precedente palazzo reale, andato a fuoco alla fine del 1600), soprattutto confrontato con l'attuale Kungliga Slottet, che è solo grosso e pesante allo sguardo. Oggi ho imparato tante cose su una città che mi piace tanto, pure la storia del suo patrono Sankt Erik e del popolare Sankt Göran (san Giorgio). La storia e l'iconografia di San Giorgio però, dalla metà del diciannovesimo secolo in Svezia, sono viste come un'allegoria della battaglia di Brunkeberg (1471) durante la quale Sten Sture, l'allora vicerè, [san Giorgio] sconfisse il re danese Cristiano I [Danimarca= il drago puzzone] difendendo così Stoccolma [la bella principessa]. Non ho fatto foto all'interno del museo perchè oggi non avevo voglia di fare la malandrina contravvenendo ai gentili inviti degli amici Svedesi
Sabato sono stata con i Global Friends alla torre di Kaknäs. Si va nella parte ovest di Östermalm, uno dei quartieri più popolosi e upper-class di Stoccolma, nel mezzo del Ladugårdsgärde (che vuol dire "giardino della stalla", nome curioso che richiama la storia e il nome primitivo dell'attuale "quartiere est"), uno dei tanti polmoni verdi di Stoccolma, e appena scesi dall'autobus 69 non ci si può sbagliare. La torre è una delle costruzioni più alte di Stoccolma, coi suoi 155m, ed è il centro operativo automatizzato delle
di salutare, purtroppo, la dolcissima Rushna (mia compagna di sventure durante il corso di svenska) che, finite le rotazioni cliniche al KI Solna, è tornata in Pakistan il giorno dopo. Appena rientrati dalla terrazza ho potuto provare ancora quella sensazione che da piccola mi affascinava e mi infastidiva al tempo stesso: quel dolore urente che prende le dita quando si torna in casa al caldo dopo essere stati fuori a fare a palle di neve fino ad avere i guanti zuppi. Fantastico.
Tornando verso l'autobus, al ritorno, il nostro cammino è stato incrociato da una renna in corsa. Stoccolma è troppo bella!!!
L'inverno è finalmente arrivato anche qua con una bella nevicata seria. Erano già due venerdì che iniziava a nevicare nel cuore della notte ma poi al mattino il manto bianco si scioglieva al sole, ma da ieri stanno venendo giù dei bei fiocchetti. I miei amici che vengono da Paesi caldi sono tutti eccitati perchè c'è chi è stato sotto una nevicata solo un paio di volte in vita sua e quindi è un'esaltante novità. Al contrario gli Svedesi hanno già iniziato a lamentarsi dicendo che preferiscono il sole. Quando propongo loro di andare in Italia al posto mio, però, ridono.
In più ci stiamo addentrando sempre più nelle lunghe notti scandinave: inizia ad imbrunire verso le tre del pomeriggio e ora delle quattro viene già voglia di cenare. Beh, riguardo ai pasti ormai ho preso le abitudini del luogo: cena alle sei e snack leggero prima di andare a dormire... A proposito, mi devo nascondere il sacchetto ricolmo di schifezze che ho comprato al supermercato... ehm, anche quello fa parte delle tradizioni locali!
L'atmosfera si fa sempre più elettrizzante: a breve verranno svelati i nomi dei Nobel Laureates di quest'anno, che riceveranno il premio il 10 dicembre qua a Stoccolma. Potete vedere il calendario degli annunci al sito NobelPrize. Il primo ad essere rivelato, lunedì 8 (dopodomani!!!), sarà proprio quello in medicina e l'annuncio verrà dato al Nobel Forum, Nobels väg 1, Karolinska Institutet, Stockholm
alle 11.30. A quell'ora io sarò in sala operatoria ma devo dire che mi piacerebbe essere lì anche solo per gustarmi l'emozione. Il Nobel per la medicina è assegnato da un'assemblea di cinquanta professori del Karolinska che si riuniscono proprio al Nobel Forum.
Credete ai fantasmi? Agli spiriti? Alle coincidenze inspiegabili? Se la risposta è no, non importa: per godersi questa passeggiata lungo le vie di Gamla Stan è necessario abbassare le difese mentali e lasciarsi affascinare dalle storie raccontate da Anthony, la carismatica guida che tiene nottetempo il Ghost Walk Tour. Io e gli altri exchange students del gruppo siamo stati introdotti nei delitti, nei misteri e nelle leggende di una Stoccolma medievale che allunga i suoi tentacoli fino ai giorni nostri. Il tempo ci è stato "favorevole" perchè si gelava e scendeva quella pioggerellina che è tanto fine da non essere quasi percepita finchè non infradicia... quindi le strade erano poco meno che
deserte e il paesaggio sinistro ed affascinante. I racconti del bagno di sangue di Stoccolma, della peste nera, di monasteri benedettini sotterranei, vampiri moderni assetati di energia, fantasmi antichi, fulmini globulari, edifici storici infestati, tra cui ristoranti, hotel e lo stesso palazzo reale. Tutto tremendamente coinvolgente da sentircisi quasi dentro. E che effetto sinistro può invece fare passeggiare nella via più stretta della Svezia, Mårten Trotzig Gränd, sapendo che lì sono state assassinate decine di persone!
E' stata una sera memorabile, abbiamo anche visto la statua più piccola di tutta Stoccolma, che è vicino al palazzo reale ed è "magica": il piccolo ragazzo di ferro ti ascolta quando hai avuto una giornataccia e, se gli regali un oggetto a cui tieni davvero e gli carezzi la testa, vedrai il tuo desiderio realizzato.
Che meraviglia! Un mio collega, Daniel, sorridendo sornione mi ha detto: "This is the sacred place...!", proprio mentre insieme ad altre dozzine di persone vocianti varcavamo la soglia della Blue Hall (Blå Hallen) del municipio cittadino, proprio la sala dove i Nobel
Laureates tengono i loro discorsi durante il banchetto che segue la cerimonia di consegna dei premi. Eravamo in almeno cinquecento, una marea umana di giovani provenienti da ogni parte del mondo: un kimono là, un sari qua, vestiti più o meno tipici e tutti tendenti all'eleganza. Drink e discorso del sindaco con brindisi (skål!!!). Poi ci siamo spostati al piano di sopra nella
Golden Hall (Gyllene Salen) per iniziare il nostro buffet. Da mangiare c'era di tutto e la cosa interessante è che si andava dalle specialità svedesi come le köttbullar (le polpettine), ai piatti per vegetariani. Le posate erano marchiate Stadshuset, così come i tovaglioli. Ma ecco la furbata svedese, sempre
all'insegna della praticità: una specie di gancio da attaccare al piatto e nel quale inserire il calice del vino.
Insomma, tutti erano al settimo cielo e lo si percepiva: dal sonoro "Uuuh!" che è salito quando ci hanno aperto la sala, alle
chiacchere eccitate che non si sono fermate nemmeno a cena terminata, alle migliaia di foto scattate. It has been overwhelming: the beauty of the place, the landscape that you could see from the City Hall balcony, the lights, the food, the palpable emotion that filled the air... Fantastic, really.