Quest'esperienza merita un post a sè stante!
Nel parco dello Skansen, poco dopo l'entrata principale, c'è un acquario che richiede un biglietto a parte: andateci! Appena entrati ci sono degli ambienti ricostruiti in cui gironzolano sugli alberi scimmiette (anche quella più piccola del mondo, talmente piccola che a me non è riuscito di scovarla tra il fogliame) e animaletti come il mitico bradipo, simbolo di una generazione

. Non avevo mai visto un bradipo dal vero: ha veramente la pelliccia piena di muschio ed era stravaccato immobile su un ramo: un vero bradipo!!

C'erano animali visti cento volte nei documentari e che mi sono trovata a cinquanta centimetri di distanza. Ma vogliamo parlare della gabbia dei lemuri? Lì ci si entra in mezzo!! Fantastico!! Si fa un percorso in cui si hanno lemuri a destra e a sinistra, che saltano su e giù con quelle loro codine a strisce: che simpatici! E' vietatissimo toccarli e dar loro da mangiare, si intenda. Poi ci sono i babbuini, nel loro posticino... sono troppo esuberanti per essere messi a contatto col pubblico. Ho potuto vedere anche dei piccoli nati da pochi giorni e dei giovani che giocavano a farsi i dispetti a dieci metri da terra, che figata! Poi, dopo aver oltrepassato la vasca con i suricati, si entra nel terrario dove sono tenuti alcuni tra i serpenti più temibili sulla terra. C'è anche una grande vetrina dove scorrazzano scoiattoli, uccellini africani, tartarughe e un vivacissimo armadillo! Procedendo si viene invitati a entrare in una specie di serra zeppa di piante e con dei passaggi impervi, tra ruscelli, gallerie, foglie di palma... al primo giro non ho capito cosa avrei dovuto vedere, tuttavia sentivo odore di animale. Poi ho notato qualcosa che si muoveva tra il fogliame: delle scimmiette piccole piccole!! Ho rischiato una cagata in testa, ma è stato troppo bello vedere
delle "facce note" dal vivo. Quindi si arriva alle vasche. Qua non ho capito se gli Svedesi si fidano troppo del turista, che per definizione è idiota, o non capiscono la pericolosità della situazione. C'è la vasca coi coccodrilli in mezzo alla sala e il vetro non mi pare molto spesso, tanto più che in alto è tutto aperto. Ci sono cartelli simpatici come: "Non buttare oggetti nella vasca, perchè qualcuno poi deve andare a prenderli... vi piacerebbe essere quel qualcuno?!", oppure: "No pic-nic here, please", o "Non picchiare sul vetro che il coccodrillo potrebbe saltare". Non è che io fossi molto tranquillla... la cosa mi ricordava un incubo che continuavo a fare da piccolina. Mi sono impaurita quando me lo sono ricordato, proprio davanti al muso del coccodrillo che mi era venuto a trovare a nuoto per farsi fotografare (ma che culo che ho con gli animali... e dire che neppure mi piacciono particolarmente!).
Ci sono anche qua vasche con pesci di tutte le fogge e colori, testuggini e squali inoffensivi che mettono il muso fuori dall'acqua. Finiti gli acquari rieccoci con i terrari contenenti stavolta ragni e scarafaggi giganti.
E qui inizia l'avventura. Mentre mi godevo questi insetti e cercavo di fotografarli, ero tallonata da queste due coppie di ragazzotti italiani. Le fidanzatine frignavano ad ogni nuova vetrina: "Nooo, oddioooo che schiiifooo! Amooore, vieni qui, no no non farmelo vedere. Cosa c'è nella prossima? Nooo, non voglio vedere". E i ragazzi, impavidi: "Preparatevi, non svenite, eh, nella prossima c'è lo scorpione. Oh, ho già visto che alla fine c'è un tizio con un serpente e un ragno, state calme". Sì, alla fine del percorso, dietro ad un bancone, c'era il tipico Svedese biondissimo con davanti a sè due teche aperte, una con un grosso pitone e una con un ragno peloso, una tarantola del Cile. Io mi ero spostata indietro di due vetrine per rifare una foto mal riuscita e da lì ho sentito che il biondo chiedeva ai ragazzi se volevano toccare il serpente. Miii, si può toccare?! Ho subito guardato in direzione del bancone e il biondo mi ha sorriso vedendomi tutta esaltata. Mentre i due coraggiosi Italiani declinavano accampando scuse in inglese scolastico, mi sono avvicinata al biondo e gli ho chiesto se potevo farlo io. Questi qua si sono zittiti, anche dalla sorpresa quando ne ho preso uno e, dandogli in mano la mia macchina fotografica, gli ho chiesto in Italiano se

poteva farmi una foto. Insomma, la foto è stata un parto, tant'è vero che sono passata dal serpente al ragazzotto tre volte. L'ultima volta, quando ormai il biondo mi aveva dato il permesso di prendere addirittura in mano il pesante pitone, l'imbranato è riuscito a farmi la foto. Il serpente aveva le scaglie lisce ma non di certo viscide e, sotto la pancia, si vede che le stava perdendo perchè era ruvido. Poi era pesante e tremendamente sodo per tutti i fasci di muscoli fortissimi di cui è costituito. Non ho potuto fargli cara-cara sulla testa perchè mi è stato spiegato che si innervosisce se ci si avvicina agli occhi, che sono indifesi. Ero felicissima: era una vita che volevo toccare un serpente vero!! Ma non è finita: il biondo mi ha invitato anche a toccare il ragno. Gli ho detto che preferivo di no perchè avevo paura che mi sgattaiolasse sul braccio (e poi mi si infilasse nei vestiti). Mi ha assicurato che non l'avrebbe fatto. Oh, va bene, intanto era il ragno a rischiare la morte per schiaffone, mica io. Allora con un dito mi sono avvicinata alla tarantola pensando di trovarla ispida e rivoltante... invece era soffice come

velluto!! Oh, cavolo, ero così sorpresa che ho esclamato: "Oh my, it's amazing!! Can I take it home with me?!", e mi sono pure dimenticata della macchina fotografica. Il biondo si è messo a ridere e uno dei due ragazzi Italiani, che era rimasto lì a vedere se davvero avevo il coraggio di passare dal pitone alla tarantola, si è trovato spiazzato quando gli ho chiesto se mi faceva una foto. Ha indietreggiato e mi ha detto di getto: "Sì sì, te la faccio ma non mi toccare con quelle mani!! Va bene il serpente ma il ragno no, eh!!". Ah 'mbecille, sicuramente il ragno è più pulito del tuo cane, vai tranquillo.

Dopo la foto ho ringraziato il biondo in Inglese ed in Svedese, così è stato contento quasi quanto lo ero io della singolare esperienza. Che figata, ero sempre stata incuriosita da cosa si potesse provare maneggiando questi esseri particolari, ed ora lo so!