siamo stati invitati a prendere le parti dell'Hammarby, che è una squadra di Stoccolma, che ha reso poi tutti felici vincendo il match. Io, in prima fila, mi sono lasciata prendere iniziando a tifare e unendomi ai cori della tifoseria bianco-verde
(con gran gioia del nostro insegnante Mikael, tifoso perso, che mi ha detto che avevo già capito come fare a passare l'esame finale del corso
). A fine partita siamo stati invitati da Cecilia (la
nostra chirurga addominale che supervisiona il corso) nella sua cantina a Gamla Stan, dove abbiamo bevuto vino e mangiato popcorn al burro fino a tardi.
Anders added to the presentation some visual effects which made me laugh even during the speech, and I enriched some important slides with pictures of catheters to frame the main statements.
The presentation ended with people applauding and laughing... and since Anders' and my gigantic faces and names were peering from the last slide, every doctor that was there now knows us. Indeed Gunnar, one of the colorectal surgeons, the day after was very happy to make me scrub in and assist him and Britt in a nice operation in which, at a certain moment and then till the end, I had to play the part of the second operator. Cool!
But this is another story, let's go back to the evening of the presentation.
they said after.
Oggi ho preso un freddo micidiale perchè mi sono attardata a chiacchierare all'aperto mentre è iniziato a scendere un misto di acqua e neve... ed ovviamente ero troppo impegnata nella conversazione per anche solo pensare di aprire l'ombrello.
Oggi niente attività nosocomiali per me: ho già la mente proiettata al week end di studio che mi aspetta (ma con qualche puntata obbligatoria in centro) e alla prossima settimana, che
inizio chirurgia colorettale... un nome, un programma. E programmo di divertirmi molto! Speriamo di ri-incontrare Björn, che l'ho visto di recente in ascensore e m'ha detto che mi aspetta... Ah, che cornice romantica quella del colon!
Almeno è terminata la settimana esterna, che mi stava indispettendo per via di certi personaggi presenti a
Sesam City. A proposito: ho fatto le foto! Qua ne posto solo un esempio, tanto per far capire l'atmosfera accogliente degli ambulatori svedesi, che sono tutti nello stesso stile. Da Sesam City mi porto via un bel ricordo, comunque: quello delle infermiere davvero gentili e simpatiche e del pane di Lucia, che è una specie di pagnotta dolce, variante delle più classiche Lussebulle, le briochine allo zafferano e uvette che si fanno per il giorno di Santa Lucia.
Oggi è stato il primo giorno della mia "settimana esterna" ed io sono stata accettata alla drop in clinic di Sesam City (Sex- och samlevnads-mottagningar= Sesam; centro per le malattie sessualmente trasmesse), nel centro di Stoccolma, in Sveavägen. E' il corrispondente dell'ambulatorio che frequento a Firenze solo che, nemmeno a dirlo, dieci volte meglio. L'ambiente è carinissimo, confortevole, luminoso ed accogliente. Le stanze sono ben arredate, fornite ed ordinate. Si fa un primo triage dei pazienti facendo solo compilare un modulo e poi questi vengono chiamati (il numerino magico si accende sul tabellone elettronico) a fare una veloce intervista con l'infermiera alla reception. Oggi sono stata con Ewa (infermiera ostetrica) una mezz'oretta a fare il triage e a farmi spiegare come vengono suddivisi i pazienti. La cosa buffa era che oltre la parete e la porta a vetri scorrevole, la gente stava lì a osservarci invece di accomodarsi nella comoda sala d'aspetto (acquario-effect)
. I pazienti vengono allora suddivisi in base ai sintomi dichiarati e vengono mandati chi dal
venereologo, chi dal ginecologo e chi da infermieri specializzati che possono prendersi cura di chi torna per un follow up o per qualcosa che non richiede una visita approfondita. Qua in Svezia gli infermieri sono molto preparati e spesso sostituiscono il medico, per esempio durante lo svolgimento di un'anestesia senza complicazioni. Sesam City ha circa un centinaio di pazienti al giorno e solo il 20% circa viene visitato da un medico. Manco a dirlo io sono nell'ambulatorio di venereologia e, nonostante i pazienti siano tutti maschi, nessuno mi ha cacciato fuori dalla stanza (come mi è già successo in Italia). Anzi, qualcuno mi ha fatto anche i complimenti per come non l'ho "maltrattato"
. Infatti, al contrario dell'Italia, qua la dottoressa mi ha fatto fare tutto, dalla visita, al prelievo dei campioni, dalla colorazione degli stessi, all'analisi al microscopio, ad accompagnare i pazienti dall'infermiera per prelevare altri campioni. Sono proprio soddisfatta... e domani mi sa che faccio qualche foto!
Sabato sono stata con i Global Friends alla torre di Kaknäs. Si va nella parte ovest di Östermalm, uno dei quartieri più popolosi e upper-class di Stoccolma, nel mezzo del Ladugårdsgärde (che vuol dire "giardino della stalla", nome curioso che richiama la storia e il nome primitivo dell'attuale "quartiere est"), uno dei tanti polmoni verdi di Stoccolma, e appena scesi dall'autobus 69 non ci si può sbagliare. La torre è una delle costruzioni più alte di Stoccolma, coi suoi 155m, ed è il centro operativo automatizzato delle
di salutare, purtroppo, la dolcissima Rushna (mia compagna di sventure durante il corso di svenska) che, finite le rotazioni cliniche al KI Solna, è tornata in Pakistan il giorno dopo. Appena rientrati dalla terrazza ho potuto provare ancora quella sensazione che da piccola mi affascinava e mi infastidiva al tempo stesso: quel dolore urente che prende le dita quando si torna in casa al caldo dopo essere stati fuori a fare a palle di neve fino ad avere i guanti zuppi. Fantastico.
Tornando verso l'autobus, al ritorno, il nostro cammino è stato incrociato da una renna in corsa. Stoccolma è troppo bella!!!
Siamo agli sgoccioli anche della rotazione di ortopedia e, accidenti alle tasche delle uniformi, non mi porto mai appresso la macchina fotografica. Oggi per esempio ero di uscita da un'operazione (durante la quale sono stata "abbeverata" tramite una cannuccia che mi entrava di lato alla mascherina con Hallonsaft [succo di lampone, tipico!] fresco, perchè ho avuto un calo glicemico mentre ero al tavolo operatorio. Poi il simpaticissimo chirurgo Thomas ha pure lui mollato il tavolo perchè gli è venuta una strana improvvisa sete
... e il gentilissimo infermiere Åxe, che ha anche disegnato un cuoricino sul mio bicchiere, ha "abbeverato" anche lui) non avevo molto da fare ed era troppo presto per pranzare, quindi sono andata a godermi lo spettacolo delle operazioni di artroplastica. Ci sono due sale dedicate, con anche cappe aspiranti sopra il tavolo operatorio per mantenere l'ambiente il più sterile possibile, separate da un corridoio a vetrate (ovviamente dotato di computer e ammenicoli vari, tipo i caschi usati durante le artroplastiche) dove ci si può sedere e guardare un po' di qua e un po' di là. Non ho fatto a tempo ad accomodarmi su uno sgabello che da una parte ho notato che c'era Anders-AustinPowers che stava suturando sotto lo sguardo amorevole di Ola-Ken.
Quando i due mi hanno visto, il primo si è agitato e ha dato anche un punto intra-osseo (anch'io ho notato che ad un certo punto stranamente faticava a far entrare l'ago e mi chiedevo che cappero stesse facendo... una mezza cagata, alla fine
); il secondo ha iniziato a salutarmi e a fare entusiasticamente il gesto del pollice levato con
entrambe le mani. Vedendo Anders in azione con casco spaziale e mani insanguinate ho pensato che sarei potuta correre a prendere la macchina fotografica, infilarmi in sala e fare qualche scatto per la slide finale di una presentazione che dovremo fare a breve. Ma poi ho rinunciato perchè pensavo che non avrei fatto in tempo. Alla fine, suturate fascia e sottocute e messe le clip metalliche alla cute, sono passati venticinque minuti... Decisamente avrei fatto in tempo.
The rotation in orthopaedics has started! Yesterday and today we had the introduction to the clinical examination of an orthopedic patient. Actually we examined each other and this was quite funny (Anders, asking me to be his partner: "Would you like to be my... friend?"). And another funny thing was that Ola, to explain better the anatomy of some joints, picked up some volounteers and started to write on them with a felt tip pen. I've been the guinea pig for the shoulder and the elbow: since the felt tip pen was blue it seemed that I had a strange tribal tatoo on my upper arm!
But the best part of this day
I did Ander's plaster on his left forearm (and he was very happy of the masterpiece), then we were supposed to shift but we were in an odd number, so I started taking pictures (instead of working
). Then Ola realized that I was "out alone in the cold" and that "nobody wanted to play with me" so he saved for me the main attraction of the gips rum (plaster room): the boot plaster, for the ankle fracture. Actually I've already had one when I was younger but refreshing the memory is always good
. After the performance in which my leg has been closed into a warm and sweaty gypsum prison, Sara was charged with opening the hardened plaster with a kind of pulsating sew (that can't
cut the skin). But while she was performing carefully her job, I screamed in pain... Obviously it was a joke (how nice I am)
you know, just to make her relax. Oh, a little nota bene: I've already told you that many Swedish doctors are very handsome. Ola looks like Ken the doll (Barbie's lifelong sweetheart)... but he's definitely better!
problemi ortopedici. Invece del paziente ci siamo visitati tra di noi ed è stato piuttosto buffo (Anders, chiedendomi di essere la sua partner: "Vuoi essere la mia... amica?"). Un'altra cosa da ridere è stata che Ola, per spiegare meglio l'anatomia di certe articolazioni, prendeva qualche volontario e inziava a scrivergli addosso con un pennarello. Io sono stata la cavia per la spalla e il gomito: dato che il pennarello era blu, alla fine pareva che io avessi uno strano tatuaggio sul braccio!
Ma la parte migliore della giornata odierna è stato andare al pronto soccorso ad imparare come
fare i gessi: è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare!
Io ho fatto il gesso ad Anders, sul suo braccio sinistro (e lui è stato particolarmente contento del capolavoro), poi dovevamo scambiarci ma, dato che eravamo dispari, io ho iniziato a fare foto (invece che lavorare
). Poi Ola si è accorto che io ero "laggiù abbandonata al freddo" e che "nessuno voleva giocare con me" quindi mi ha riservato pezzo forte della sala gessi: il gesso a stivale, per le fratture di caviglia. In verità ne avevo già avuto uno quando ero piccola, ma rinfrescare la memoria fa sempre bene. Dopo la performance durante la quale la mia gamba è stata imprigionata in un gesso caldo e sudaticcio, Sara è stata incaricata
di aprire il gesso indurito con una specie di sega pulsante (che non può tagliare la pelle). Ma mentre lei faceva attentamente il suo lavoro, io ho cacciato un grido di dolore... ovviamente era uno scherzo (sono una simpaticona)
, tanto per farla rilassare. Oh, una piccola postilla: ho già detto che molti dottori svedesi sono proprio belli. Ola sembra Ken (il fidanzato storico di Barbie)... ma è decisamente meglio!
) Jakob ha insegnato a Luise a inserire un catetere venoso usando come cavia Sofia, che ha passato il resto della giornata con la mano incerottata
. Il mio gruppetto pare sia stato molto bravo durante questa rotazione... o almeno danni non ne abbiamo fatti: niente denti rotti, niente pazienti soffocati o dissanguati, niente esofagi intubati... Però ci sono stati anche degli incidenti per nulla simpatici. Per esempio mentre Anders assisteva un cesareo di una paziente con l'epatite C è partito sangue da tutte le parti: lui si è trovato solo coi vestiti spruzzati, ma è andata peggio all'anestesista e al suo infermiere che hanno ricevuto gocce in bocca e in un occhio. Questi ultimi due sono volati fuori dalla sala a disinfettarsi ed Anders, ultimo rimasto del team di anestesiologia, anzichè seguire la paziente ha cercato di dileguarsi a modo suo mettendosi a pulire il pavimento
. L'accaduto è stato molto strano perchè normalmente gli anestesisti sono dietro i drappi sterili (la famosa barriera emato-encefalica che li divide dai chirurghi
-battuta medica-) e non dovrebbe arrivare nulla, tanto più che l'infermiere indossava pure gli occhiali. Comunque sia a parte quest'episodio non ci sono state tragedie e nessuno di noi ha assistito ad un arresto cardiaco vero... Solo io, sfigata, ho avuto in dono dal team del Simulator Centre il mio bravo paziente in arresto e ho dovuto rianimare per più di venti minuti, con sei defibrillazioni comprese nel pacchetto omaggio. Dal vero, invece, ho intubato, messo linee intravenose, mantenuto aperte le vie aeree e ventilato e ho pure fatto delle anestesie spinali (sì, ho proprio infilato degli aghi nella schiena delle persone). Di questo devo ringraziare soprattutto Mikael (che non è il nostro coordinatore generale ma è un ragazzo carino e simpatico con le gambe lunghe chilometri... lo so perchè gli sono corsa appresso per una settimana), che aveva la rotazione in chirurgia d'emergenza e mi ha permesso di seguirlo anche nel turno di guardia; Per, alto quasi due metri, che lavora nella sezione di urologia, che appena vedeva che mi armavo di cerini per dar fuoco a qualche studente di infermieristica, mi portava nella Post-op ward a controllare i pazienti operati o nel Pre-op a visitare i pazienti di chirurgia elettiva. Scherzi a parte anche qua ho conosciuto persone molto gentili e disponibili, infermiere comprese (Gunilla, Marita, Brigitta... ossignùr, Brigitta è troppo uguale a Bruttilde -Broomhilde- del film Robin Hood di Mel Brooks, e dovevo trattenermi dal ridere ogni volta che la guardavo
). Questo ospedale è troppo bello e devo dire che se non fossi così stanca dopo ogni giornata, farei volentieri più turni di notte. Comunque mi sa che tornerò in anestesiologia a vedere quando Mikael ha i suoi turni di guardia...
I think I'm gonna nominate Lars for the best teacher prize (pris till bästa lärare) 2007. Not only he has been creative in organizing urology classes till now, but he's also a great teacher in the ward and in the OR: enthusiast, smiling, untiring and giving us the possibility to practice in any occasion. These two weeks has begun with an interesting introduction day during which Lars had given us our personal schedule (nothing was left to case), a brief but exhaustive urology book, he showed us all the urological department and he teached us some basis in urology. During the following days we were able to go to the open ward, to the morning Röntgen meetings, to the OR, to the ESWL unit etc. I really had a great time! I've seen so many interesting things and now I'm able to perform some procedures (see one, do one, teach one). Let's skip the fact that in Florence I've never met even one single urological patient. Yesterday I was on the climax of my happiness (indeed I was so excited that I went home forgetting my lunchbox in our student room fridge): Lars gave me the opportunity to assist him in an operation I was interested in (even if it wasn't my OR day): a case of IPP. Well, Lars was the guy with the scalpel, but I did the rest: cauterization, pulling here, keeping there, injecting someting, putting some stitches, catheterization... I hope the patient will be happy with his new straight penis!
Sono stata in sala operatoria tutto il giorno! E se riesco anche domani mi vado a vedere qualche operazione (complice l'assenza pomeridiana di una delle regazze che avrebbero il turno lì... E anche al mattino la mia collega vorrebbe andare in ambulatorio a palpare un po' di prostate, che non l'ha ancora fatto. Io le lascio volentieri il posto: di prostate ne ho avute a abbastanza per questa settimana). L'altro giorno, per celebrare il mio primo inserimento di un catetere Foley, mi sono portata a casa la cuffietta che indossavo.
Ma oggi la posso anche buttare via perchè non solo ormai sto stabilendo nuovi record di velocità nell'inserimento di cateteri (che fortuna sfacciata!), ma ho visto la mia prima orchidectomia: il sogno di ogni donna che detesta gli uomini.
Indovinate cosa mi sono presa per souvenir?
E nemmeno la protesi, che era tanto bellina... Mi sono portata a casa un paio di guanti, che mi devo fare la tinta ai capelli.