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venerdì, 24 agosto 2007

Introduction day

Oggi sono stata all'Introduction Day al KI, praticamente un corso di un giorno sul mondo di cui andremo a far parte: quello del KI, quello svedese e quello multiculturale costituito da noi exchange students.
E' stata una giornata speciale, semplice ma speciale. Appena arrivati è stata data a tutti una cartellina col proprio nome scritto sopra (nome, Paese di provenienza, facoltà) e con dentro tutta una serie di informazioni utili, alcune comuni con gli altri e altre personali, tipo gli orari della prima settimana del proprio corso. Si iniziava appunto con la registrazione e col morning coffee. Alla faccia del caffè... Non i bicchierini scrausi per il finto espresso che servono i nostri catering, ma bicchieri di cartone neri che si potevano riempire con caffè, cappuccino, the (ampissima selezione Twinings tra cui poter scegliere la propria bustina) e via dicendo e poi, mia felicità, kanelbullar per tutti!! Fresche di forno esposte in cestini di vimini. Troppo svedese!
Anche il pranzo è stato gustoso e accattivante: è stato fatto un buffet con diversi piatti tutti buonissimi (il piatto era bello grande ed ho preso un po' di tutto) e da bere hallonsaft, il tipico succo di mirtilli rossi che si trova anche all'Ikea.
Unico neo della giornata: il tour del campus con quei babbei del Global friends, che li avevo già mandati a quel paese prima ancora di venire in Svezia e che si sono rivelati dei rinco anche dal vivo. Va bene che sono studenti volontari, ma non si sa perchè facciano quello che fanno in quanto lo fanno davvero male e senza voglia alcuna. Ci hanno diviso in gruppi per andare a visitare il campus ma a noi è capitato questo tipo che non sapeva nè dove portarci nè cosa dirci e viaggiava con in mano un foglietto, come se l'avessero appena preso dalla fermata del bus e lanciato lì in mezzo. Agli altri gruppi non è andata meglio. La passeggiata è stata ancora più fastidiosa per il caldo esagerato: senza scherzare ci saranno stati almeno 27°C (e una rimbecillita che conosco mi aveva assicurato che oggi avrebbe fatto brutto) e tutti hanno parecchio sofferto.
Il resto è stato super: dai gadget al modo molto easy ma ordinato e simpatico di presentarsi di tutti gli oratori. Pensate che si viene elencati e ci si presenta assolutamente prima col nome e poi col cognome: gli elenchi sono fatti in ordine alfabetico usando però il nome di battesimo! E anche gli oratori si sono introdotti senza mille titoli, solo un professore (membro di quello che sarebbe il nostro "consiglio di istituto") si è presentato accennando anche alla sua specialità, ma tutto con molta umiltà e cordialità. L'aria di superbia e ampollosità che hanno i professori in Italia qua non sanno manco cosa sia!
Per dire quanto tengano agli studenti di altri Paesi basti pensare che ci hanno parlato profusamente del fatto che "il mondo non ha bisogno del Karolinska ma il Karolinska ha bisogno del mondo" (perchè è una piccola università con una sola facoltà). Anche qua molto umili... per quello che è il KI. Poi, una delle cose che mi ha colpito maggiormente, è che nella cartellina abbiamo trovato un cartoncino che recita così, sotto al simbolo del comune di Stoccolma:

THE CITY OF STOCKHOLM

requests the pleasure of your company at a reception
with buffet at the City Hall for

International Students in Stockholm

Wednesday, October 03, 2007 at 17.45 (sharp)


Niente meno: è l'invito ad un ricevimento in onore degli studenti stranieri alla City Hall, il municipio, dove ogni anno il 10 dicembre si tiene il banchetto dei Premi Nobel!!! E pure nella stessa sala, la Blue Hall, la più grande sala per banchetti di tutta Stoccolma! Qua è davvero un altro mondo!! Sono troppo felice di aver scelto questa città per l'Erasmus e per tutto quello che verrà dopo. Sì, perchè si è per sempre studenti del KI! E infatti ci hanno invitati, una volta finito il nostro periodo di studio qui, ad iscriverci al loro KI Alumni, che è un network professionale e sociale dedicato a tutti coloro che hanno studiato, che insegnano o hanno insegnato al KI. Si riceve il giornale, le email... No, signori, qua è un altro pianeta! Altro che noi a Firenze che dobbiamo aprirci alla chetichella una mailing list per darci una mano a sopravvivere alla facoltà di medicina e non restare abbandonati a noi stessi. Qua tra l'altro hanno lo Students Health Centre, che è dedicato a tutti i disturbi inerenti lo studio: dalle preoccupazioni allo stress, dall'insonnia alla depressione, dalla preoccupazione per la richiesta di alte performance di cui non ci si sente all'altezza allo sconforto per i risultati sotto la propria media, dai dolori al collo a quelli delle spalle. E qua vogliono prevenire i veri problemi! Quindi spingono gli studenti a consultare liberamente dottori e infermiere. Poi c'è anche il Public Health Centre, che si occupa delle malattie classiche che possono venire, come l'influenza o gli orecchioni. Vogliamo poi citare il fatto che ci tengono tanto a che le persone siano in forma da aver fatto delle palestre in ognuno dei campus del KI? Gratis. Sono ammirata, sinceramente. Ancora di più dal fatto che qua è stato presentato tutto con il sorriso e l'umiltà di chi è grande davvero e non si deve dare arie per sembrarlo.
Che altro aggiungere? Che sono ansiosa di cominciare lunedì il mio corso di chirurgia, la settimana introduttiva a tutte le materie con già delle ore di pratica da primo giorno e (attenzione inchinatevi davvero al concetto di lavoro di squadra degli Svedesi) il viaggio giovedì pomeriggio e tutta la giornata di venerdì alle isole Åland per fare conoscenza tra di noi e fare lezione in a easier way.
postato da: lauxyz alle ore 22:39 | link | commenti (3)
categorie: cibo, people, ikea, curiosità, solna, karolinska
mercoledì, 15 agosto 2007

Musei della giornata di ieri a Djurgården

Ah, l'ultima volta che ho postato avrei voluto scrivere un sacco di recensioni dei posti in cui sono andata: qua mi pare tutto così carino!! C'è da dire che sanno vendere bene quello che hanno... quel poco che hanno, in confronto a noi Italiani, che non sappiamo vendere bene nemmeno delle cose che andrebbero via da sè, come il pane.
Ieri sono stata, oltre che ad Aquaria Vattenmuseum (museo acquatico), al Vasa Museet, al Nordiska Museet, al Junibacken e al museo delle barche (ora non mi viene il nome, comunque è una rimessa anonima che però ospita anche la barca che viene usata tutt'ora per i matrimoni reali).
Il Vasa Museet può ingannare dalla descrizione: sarebbe un museo in cui l'unica attrazione è una nave, il Vasa appunto, che era colata a picco appena iniziato il suo viaggio innaugurale nel 1628 e recuperata solovasa a metà del XX secolo. Insomma, uno penserebbe che questi qua vogliono venderci del fumo... invece tanto di cappello per aver saputo mostrare a 360° il Vasa e la sua storia. Il museo è articolato su ben sette livelli che fanno perno intorno al veliero e ogni livello ospita diverse aree che si compenetrano tra loro: viene mostrato il lavoro che si è fatto per riportare alla luce il vascello, il restauro, tutto ciò che si è trovato nella nave, la ricostruzione dei volti che potevano avere gli sventurati annegati durante il naufragio e i cui scheletri sono stati ritrovati nello scafo; c'è un interessante spaccato sull'Europa e la Svezia del XVII secolo e anche delle sale in cui viene proiettato un filmato che permette di apprezzare al meglio la visita al museo. Insomma, si entra pensando: "Tho, vado a vedere un cavolo di relitto", e si esce che si ama quella nave e tutto il suo mondo. Per gli appassionati di navi, poi, il museo offre un passaggio verso la visita del rompighiaccio Sankt Erik e della nave faro Finngrundet, ancorate a un molo poco distante (io non ci sono andata perchè, dopo la visita al museo delle barche e al Vasa, di natanti ne avevo già fatto il pieno).
Fuori dal Vasa Museet mi sono messa a pranzare ai bordi di un prato tenuto in modo incantevole (lì si affaccia anche il locale Josephine, una vera botta di design e di glamour all'aperto: tra le altre cose gli avventori possono anche giacere comodamente su immensi cuscini su una gradinata di legno) con delle anatre che vi passeggiano libere e, alla mia destra, ho visto una costruzione gialla: il Junibacken, il museo-attrazione dedicato ad Astrid Lindgren e alle sue storie, prima fra tutte Pippi Calzelunghe. Fuori dal museo c'è una statua della scrittrice e poco vicino il parcheggio coperto per... i passeggini!! Tanto per ribadire quanto gli Svedesi siano allegramente prolifici. Se non si ha la Stockholmskortet (Stockholm card) l'ingresso è davvero salato. Proprio davanti a me c'era una stitica famigliola di Italiani (genitori e bambina) alla quale è venuto un colpo per aver speso più di 30€ in tre solo per l'ingresso. A me invece è scappato da ridere quando la ragazza alla cassa mi ha chiesto se ero da sola: non lo sa che ho il cervello immerso nella formalina e che è rimasto bambino! Una volta entrata però non ero l'unica adulta senza figli, c'era anche una coppia alla quale interessava particolarmente la Lindgren e che fotografava tutto. A me invece interessava di più iljunibacken mondo incantato che hanno saputo creare lì dentro: tutto a misura di bambino, una specie di villaggio coloratissimo e pieno di dettagli e fantasia in cui i bambini possono infilarsi in ogni angolo e dietro ogni finestra. Però la cosa che mi ha preso di più è il viaggio di dieci minuti circa sul trenino fatato. Con questo si entra nelle storie di Astrid Lindgren, da una all'altra senza soluzione di continuità, e la propria carrozza presto si stacca da terra e vola in questi scenari curatissimi ed emozionanti commentati nella propria lingua. Alla fine del viaggio ci si ritrova a Villa Villekulla, la casa di Pippi! E come al solito bisognerebbe essere alti circa un metro per godersela appieno
Fuori di lì ho cercato di rimettermi nei panni della persona matura andando a fare una visita al Nordiska Museet, il museo di storia culturale svedese. Grande delusione perchè la mia guida indicava una sezione dedicata ai Sami (quelli che alcuni chiamano erratamente Lapponi) nel seminterrato... e invece non c'era. Per il resto, per godersi il museo, bisognerebbe affittare l'audioguida di un'ora perchè non ci sono didascalie in Inglese!! La collezione di oggetti (non solo esposti ma anche raggruppati in composizioni e ambientazioni storiche) è eccezionale e va dal 1700 circa ai giorni nostri: ecco perchè sono esposti anche dei mobili dell'Ikea (e pure un cuscino che ho a casa in doppia copia)!!
Inutile dire che la cosa che più mi ha fatto battere le manine dalla felicità, in tutta la giornata, è stato il viaggetto sul trenino del Junibacken; al secondo posto... il nuovo paio di Crocs rosse che mi sono comprata per fare la vera turista!
postato da: lauxyz alle ore 23:53 | link | commenti (1)
categorie: turismo, ikea, curiosità, stockholm, sverige
venerdì, 10 agosto 2007

Gifflar kanel - Cinnamon rolls - Girelline alla cannella

kanelMa come sono buone! Per me che sono un'amante della cannella, poi...
Sono delle specie di panini dolci e soffici con questa cremina polverosa di cannella. Dico "panini" perchè l'impasto non mi pare tipo quello delle merendine (per fortuna). Sono un prodotto fresco perchè, pur confezionati, hanno la scadenza a dieci giorni dalla produzione. Li potete trovare identici all'Ikea, che li vendono della medesima marca di quelli che nella foto ho lì sul tavolo. Buon appetito!
postato da: lauxyz alle ore 09:42 | link | commenti (2)
categorie: cucina, cibo, ikea
martedì, 07 agosto 2007

Il catalogo!!!

catalogoGuardate cosa mi è arrivato: il catalogo nuovo dell'IKEA, quello svedese, però!
Che emozione: non capisco un accidente di Svedese, però i prezzi li capisco...
Questo del catalogo è un buon presagio per la mia futura gita all'Ikea più grande del mondo
postato da: lauxyz alle ore 15:16 | link | commenti (1)
categorie: ikea, sverige