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martedì, 13 novembre 2007

Kaknästornet

PanoramaSabato sono stata con i Global Friends alla torre di Kaknäs. Si va nella parte ovest di Östermalm, uno dei quartieri più popolosi e upper-class di Stoccolma, nel mezzo del Ladugårdsgärde (che vuol dire "giardino della stalla", nome curioso che richiama la storia e il nome primitivo dell'attuale "quartiere est"), uno dei tanti polmoni verdi di Stoccolma, e appena scesi dall'autobus 69 non ci si può sbagliare. La torre è una delle costruzioni più alte di Stoccolma, coi suoi 155m, ed è il centro operativo automatizzato delle
trasmissioni televisive e radiofoniche svedesi. Al suo interno ci sono un bar e un ristorante molto carini e di design (come sempre) e poi - come potrebbe mancare? - la terrazza panoramica! A dire il vero da tutti i locali della torre si ha una vista a 360° della città, fino all'arcipelago. Noi al ristorante abbiamo fatto un allegro brunch a base di pancakes, durante il quale abbiamo notato come i lampadari dondolassero con l'impercettibile ondeggiare della torre. La notte prima aveva nevicato, faceva un freddo cane e c'era un vento terribile... ma proprio grazie al vento ci siamo goduti una vista limpidissima. Per me è stata anche l'occasione Goodbye!di salutare, purtroppo, la dolcissima Rushna (mia compagna di sventure durante il corso di svenska) che, finite le rotazioni cliniche al KI Solna, è tornata in Pakistan il giorno dopo. Appena rientrati dalla terrazza ho potuto provare ancora quella sensazione che da piccola mi affascinava e mi infastidiva al tempo stesso: quel dolore urente che prende le dita quando si torna in casa al caldo dopo essere stati fuori a fare a palle di neve fino ad avere i guanti zuppi. Fantastico. Tornando verso l'autobus, al ritorno, il nostro cammino è stato incrociato da una renna in corsa. Stoccolma è troppo bella!!!
postato da: lauxyz alle ore 21:49 | link | commenti (3)
categorie: cibo, people, turismo, curiosità, stockholm, sverige, solna, karolinska

Cappellino, sciarpetta e guantini

Sergels torgL'inverno è finalmente arrivato anche qua con una bella nevicata seria. Erano già due venerdì che iniziava a nevicare nel cuore della notte ma poi al mattino il manto bianco si scioglieva al sole, ma da ieri stanno venendo giù dei bei fiocchetti. I miei amici che vengono da Paesi caldi sono tutti eccitati perchè c'è chi è stato sotto una nevicata solo un paio di volte in vita sua e quindi è un'esaltante novità. Al contrario gli Svedesi hanno già iniziato a lamentarsi dicendo che preferiscono il sole. Quando propongo loro di andare in Italia al posto mio, però, ridono. In più ci stiamo addentrando sempre più nelle lunghe notti scandinave: inizia ad imbrunire verso le tre del pomeriggio e ora delle quattro viene già voglia di cenare. Beh, riguardo ai pasti ormai ho preso le abitudini del luogo: cena alle sei e snack leggero prima di andare a dormire... A proposito, mi devo nascondere il sacchetto ricolmo di schifezze che ho comprato al supermercato... ehm, anche quello fa parte delle tradizioni locali!
postato da: lauxyz alle ore 20:05 | link | commenti (1)
categorie: natura, cibo, turismo, curiosità, stockholm, sverige
venerdì, 26 ottobre 2007

Brunch

BrunchSpero che questa domenica riusciremo a bissare la bell'idea che ha avuto Irina settimana scorsa: ha mandato un sms per invitare un po' di gente del nostro corso di chirurgia a fare colazione nel suo corridoio. Ci siamo ritrovati chi già bell'e vestito di tutto punto e chi appena rotolato giù dal letto e ancora in pigiama . Il tavolo era strapieno di vivande perchè tutti abbiamo portato qualcosa anche per gli altri... in verità abbiamo dovuto unire due tavoli se no non ci saremmo stati! Comunque la compagnia è stata cosìMettetevi in posa! allegra e i discorsi così interessanti e simpatici che la nostra breakfast si è tramutata in un brunch: siamo rimasti a tavola dalle undici di mattina alle tre del pomeriggio!!! Inutile dire che non abbiamo pasteggiato solo a latte e cereali ma si andava dal salame, al formaggio, dal gelato, al dulce de leche... Nessuno di noi ha però avuto il coraggio di mangiare il Kaviar, che gli Svedesi si sparano anche a colazione spalmato sulle tartine.
Quando, infine, il pasto andava terminando, ci siamo consultati sui progetti per la giornataSì, pare che ci fossi pure io (o di quello che ne rimaneva). I risultati sono stati questi: oh, mi piacerebbe andare a *** (e qui inserire il nome di un museo, di un'attività ricreativa, di un centro commerciale), ma invece vado a studiare, vado a far la spesa alla LIDL, vado a scrivere l'EBM project, oddio-domani-è-lunedì:me-ne-torno-a-letto. Non c'è nulla da fare: gli studenti di medicina sono uguali ovunque... troppo pessimi!
postato da: lauxyz alle ore 22:07 | link | commenti
categorie: cibo, people, pax
mercoledì, 24 ottobre 2007

Bullar e fuso orario

LisaCome si vede che mi piace il cibo svedese! Settimana scorsa Lisa ha passato un esame e, dato che aveva il pomeriggio libero, ha deciso di mettere alla prova la ricetta segreta di sua nonna per fare i bullar. Ne ha riempito due teglie: una teglia di vanilj bullar a un'altra di kanell bullar, cioè bullar alla vaniglia e altri alla cannella. Intanto la cucina e tutto il corridoio erano profumatissimi, ma poi... che buoni!!! Sono usciti morbidissimi. Mentre liLiten fika mangiavamo con the o caffè è arrivato Jean, tutto trafelato e visibilmente confuso, chiedendo: "What time is it?!", e noi: "It's fika time!!!". Lui, stranamente, invece di ridere è cascato ancora di più nella preoccupazione, alchè Lissette ha rincarato la dose: "Ma qui o in Cile? Guarda che in Cile sono cinque ore Calzini da puffoindietro, ora è mattina!". Lui ancora: "Ma no, ma l'ora... non è cambiata? Cioè, doveva cambiare..." Insomma, si è confuso con il prossimo weekend che ci sarà il passaggio d'ora. La cosa bella è che gli è venuto il dubbio di essere fuori orario a metà pomeriggio... Su una cosa siamo tutti d'accordo: Jean a volte è un cartone animato!
postato da: lauxyz alle ore 18:42 | link | commenti
categorie: cucina, cibo, people, pax , sverige
giovedì, 04 ottobre 2007

Kanelbullar dag

Oggi era il giorno delle kanelbullar, le fantastiche girelle alla cannella! Ho visto decine di persone mangiarne e i negozi avevano approntato banchetti esterni per venderne più facilmente e a prezzo scontato. Anche i giornali gratuiti locali hanno messo l'evento in prima pagina. In ospedale erano dieci giorni che gli avvisi su dove andare a festeggiare la giornata campeggiavano negli ascensori.
Come al solito oggi sono stata presissima e ho pensato che avrei avuto la mia kanelbullen solo dopo la pratica ospedaliera. Invece rientrata dall'ambulatorio delle cistoscopie (ora sono in urologia), il dottore ed io abbiamo trovato sulla scrivania due bei piattini con tovagliolo blu e kanelbullar calde nel loro pirottino di carta. Erano state le infermiere ad omaggiarci: che carine!!! Ci siamo dotati di mug di caffè di ordinanza e via, a mangiare allegramente chiacchierando del più e del meno. In questo modo ho anche fatto amicizia col dottore che mi ha seguito oggi e che ha iniziato a parlarmi delle volte che è stato in Italia... Le kanelbullar servono anche a questo: sono un dolcetto allegro e positivo!
postato da: lauxyz alle ore 23:27 | link | commenti (2)
categorie: cibo, people, turismo, medicina, curiosità, stockholm, sverige, karolinska, huddinge
mercoledì, 03 ottobre 2007

Reception med buffet till Stadshuset

Nobel_speechChe meraviglia! Un mio collega, Daniel, sorridendo sornione mi ha detto: "This is the sacred place...!", proprio mentre insieme ad altre dozzine di persone vocianti varcavamo la soglia della Blue Hall (Blå Hallen) del municipio cittadino, proprio la sala dove i Nobelstockholm_och_sverige Laureates tengono i loro discorsi durante il banchetto che segue la cerimonia di consegna dei premi. Eravamo in almeno cinquecento, una marea umana di giovani provenienti da ogni parte del mondo: un kimono là, un sari qua, vestiti più o meno tipici e tutti tendenti all'eleganza. Drink e discorso del sindaco con brindisi (skål!!!). Poi ci siamo spostati al piano di sopra nella Gyllene_SalenGolden Hall (Gyllene Salen) per iniziare il nostro buffet. Da mangiare c'era di tutto e la cosa interessante è che si andava dalle specialità svedesi come le köttbullar (le polpettine), ai piatti per vegetariani. Le posate erano marchiate Stadshuset, così come i tovaglioli. Ma ecco la furbata svedese, sempreOutfits all'insegna della praticità: una specie di gancio da attaccare al piatto e nel quale inserire il calice del vino.
I commenti più frequenti che ho sentito sono stati: "Incredibile", "Non ci credo", "Non ho mai mangiato in un posto così bello", "Oh, it's all so fancy: the place, the food...!", "E' come andare ad un matrimonio ma meglio!" Insomma, tutti erano al settimo cielo e lo si percepiva: dal sonoro "Uuuh!" che è salito quando ci hanno aperto la sala, alle BlueHallchiacchere eccitate che non si sono fermate nemmeno a cena terminata, alle migliaia di foto scattate. It has been overwhelming: the beauty of the place, the landscape that you could see from the City Hall balcony, the lights, the food, the palpable emotion that filled the air... Fantastic, really.
postato da: lauxyz alle ore 22:50 | link | commenti
categorie: cibo, people, turismo, curiosità, stockholm
lunedì, 01 ottobre 2007

Amazing grace

L'autunno in Svezia è una stagione dolcissima. Poco tempo fa leggevo che sono i mesi preferiti da molti Svedesi... e mi chiedevo come mai. Sono usualmente in ospedale e vedo solo dalle finestre il sole e gli alberi mossi dal vento, o a volte nemmeno quello, dato che sto in ambienti chiusi e non so nemmeno più se è già calato il buio. Ma oggi ho respirato tutta la bellezza delle foglie gialle, rosse e ancora verdi e del tiepido vento profumato. Nel cielo azzurro con poche nuvole bianche splendeva un sole ancora caldo, che asciugava coi suoi raggi il terreno scuro di pioggia dalla notte.
Ne ho approfittato per fare tutte le commissioni che mi si sono accumulate da dieci giorni a questa parte e per comprare finalmente qualcosa di carino per il ricevimento di mercoledì alla City Hall (non vedo l'ora!).
In chiesa durante la messa hanno fatto dei canti stupendi, in particolare mi è piaciuto "Amazing grace", anche perchè ne conosco bene la musica. Non so perchè ma mi è parso essere particolarmente adatto alla bella giornata e lo stesso ha pensato Irina, con la quale passo ormai quasi tutte le mie domeniche sera. Grazie a lei, che è nera, siamo state avvicinate dopo la fine della funzione da un ragazzo che ci ha invitate ad una festa nigeriana alla fine di Ottobre... vedremo! Che meraviglia stare in un ambiente così multiculturale e multicolore, sia qua al Pax, che in ospedale, che in chiesa: è una delle cose che sto apprezzando di più del mio Erasmus.
Nel frattempo, tornata dalla messa (e dalla cena tipicamente svedese da... Burger King), ho ricevuto la bella notizia che mi posso aggregare a quelli del Global Friends per andare a fare il Ghost Walk tour  a Gamla Stan martedì notte... E' inutile, ho il sangue della turista... in un'ampolla sulla scrivania!
postato da: lauxyz alle ore 00:21 | link | commenti
categorie: natura, cibo, people, turismo, curiosità, stockholm, pax , sverige
sabato, 01 settembre 2007

Studentstay at Cinderella Viking Line

archipelagoE' stata una crociera senza, purtroppo, sbarco alle Åland, ma è stata piacevolissima e oltre le mie aspettative. Intanto la nave era una favola e abbiamo dopo poco scoperto con divertimento che era sede anche di una crociera per single ambosessi (sfigatissimi, volgari e, molti, obesi da far paura) con multi-sessioni di speed dating e alcol gratis (gente ubriaca persa); tutto molto bello a parte le cuccette un po' strettine. A tal proposito devo dire che la crociera è partita un po' col piede sbagliato perchè siamo stati divisi nelle cabine in modo da farci conoscere tra Svedesi e non, ma poi è successo che sono stata vittima di un piccolo episodio di razzismo che poi, però, si è volto a mio favore. Eravamo stati divisi in gruppi di quattro e a una persona del gruppo venivano dati i biglietti/chiavi magnetiche per tutti gli occupanti della cabina, così da distribuirli. Quando la tipa che doveva essere con me li ha avuti, ha temporeggiato e se li è tenuti per sè. Boh... Ho pensato che li avrebbe dati più tardi a me e ad Ana, una ragazza spagnola che doveva essere con noi ma che non era ancora arrivata (strano, gli Spagnoli del nostro corso sono sempre così puntuali! ), quindi non ci ho fatto troppo caso. Se non che appena si è trovata con altre sue amiche (che sarebbero state in cabina con Irina, una ragazza svizzera però di origini congolesi) e un paio di ragazze tedesche, le ho sentite confabulare di scambiare i posti e poi pure parlare male degli Italiani: "Mozzarellaaa, pomodorooo, maccaroniii...". Infatti poco dopo sono andate dalla nostra segretaria e, con aria innocente, le hanno detto che preferivano stare insieme tra di loro. Lei era tutta presa dall'organizzazione e ha avallato la cosa. Io ho assistito a tutta la macchinazione senza dire niente e disprezzando quelle idiote, anche perchè sanno che il corso è internazionale e dovrebbero prenderelo come un'opportunità per conoscere gente da altre parti del mondo... altrimenti potevano fare un corso in Svedese e finirla lì. Comunque gente così meglio perderla che trovarla! Alla fine la segretaria è venuta da me dicendo: "Ehm, mi scuso ma c'è stato un cambiamento e ora hai questo biglietto. Sarai in camera con Ana e Irina". E io: "Ah sì? E come mai solo in tre?"; e lei: "Beh, perchè una persona non poteva venire...". Ottimo, certo, diciamo che gli scarti della società dei fighetti sono stati messi nell'ultima cabina rimasta, quella spaiata. "Bene", le ho detto: "Meno si è meglio è!". E vaffanculo. E così è stato: niente turni per il bagno (a parte che quella tonta di Irina mi ha tirato fuori dal bagno in maniera brusca perchè aveva capito male gli orari della colazione) e nessun affollamento nè caos.
E' stato da ridere mentre si entrava a fare il check in e io scherzando ho detto che per fortuna non mi avevano riconosciuto guardandomi il documento di identità... solo che dopo non mi hanno mica fermato per frugarmi nei bagagli?!
Per il resto la mini-crociera si è svolta in una bella sala conferenze e per tutto il tempo abbiamo avuto a disposizione da bere e da mangiare gratis. Poi, per il fatto che la nave era territorio franco facendo la spola con la Finlandia, l'alcol è circolato a litri (in Svezia per comprare bevande alcoliche si deve andare nei System Bulaget, appositi negozi di Stato che ne controllano la vendita)... pure un professore tedesco molto simpatico, Mathias, ha detto che quella era la sua prima lezione fatta su una nave e bevendo birra. Ah, a proposito, avevo già detto che qua i professori non li si chiama nè "professore" nè con altri titoli ma li si chiama per nome. E la cosa è così democratica che non hanno nè i posti riservati nè fanno comunella tra loro. Infatti a tutti i pasti che ho consumato sulla nave ero al tavolo con qualche insegnante... e sonolounchbuffet simpaticissimi!! Abbiamo parlato di questo e quello, si è riso molto e ogni tanto noi studenti ne abbiamo approfittato per chiedere cose di medicina; da lì partivano i racconti di casi clinici e di esperienze passate più o meno buffe o ancora si mettevano a parlare delle famiglie, il figlio, la moglie e via così... senza però mai escludere nessuno dalla conversazione e chiedendo a tutti di parlare di sè. L'organizzazione poi è stata fantastica: la mattina prima di partire, durante una delle mille pause che facciamo a lezione (con frutta e succo di frutta gentilmente offertici), siamo stati fatti posare individualmente per delle foto "segnaletiche" che sono poi state inserite in un elenco in cui eravamo fianco a fianco col nostro partner di rotazioni cliniche (quindi con anche nomi e numeri di cercapersone) ed, infine, quest'elenco è stato dato a tutti gli insegnanti. Che alla fine ci conoscevano davvero! Cioè ora tutti sanno chi sono, come mi chiamo e da dove vengo! Il cibo durante i pasti era buonissimo, molti piatti svedesi e colazione all'europea, con... di tutto. Dallo yogurt al caviale. Ai tavoli, come dicevo, sono stata con tutti i professori, tranne -ahimè- col bellissimo Ola, biondissimo chirurgo ortopedico che potrebbe fare tranquillamente l'attore. Però sono stata in gruppo di lavoro con lui ("Laura, ma mi prometti che sul ponte esterno non fa freddo?", "Ma no, c'è il sole, fa caldo!!"... e dopo mezz'ora, per vendetta, Ola insisteva che fossi io a presentare il caso clinico al corso) e ho l'ho avuto davanti durante tutte le lezioni, bello stravaccato coi piedi su una poltroncina vicina, a prendermi in giro per il numero delle lattine vuote di birra sul mio tavolo (che poi erano di Daniel, il ragazzo tedesco vicino a me che me le metteva lì per scherzo conferencementre prendevo appunti) e con di fianco Lars, l'urologo che condivideva con me la ciotolina di salsa in cui intingere i nachos (durante le lezioni, sì, non è un refuso). Così ho conosciuto tutti e ora sono ansiosa di andare nei diversi reparti a farmi insegnare qualcosa di buono, anche se lunedì inizierò da EMD (Emergency Department) e non sono del tutto tranquilla.
Durante una di queste lezioni, di urologia, ho fatto una figura antologica. Lars stava facendo l'elenco delle emergenze urologiche (e io a scrivere forsennata), arriva al priapismo e chiede: "Sapete cos'è il priapismo?". E io, tutta concentrata a scrivere ma sempre incline alla burla, ho detto un Oh, yeah!! molto allegrotto... che però si è alzato chiaro e limpido per la sala dato che tutti erano piombati nel frattempo in un imbarazzato silenzio. Manco a dirlo è seguito uno scroscio di risate bestiale, che anche Mika, il nostro coordinatore nonchè chirurgo generale, a momenti si ribalta dalla sedia in preda a una crisi convulsiva lacrimogena. All'inizio mi sono nascosta sotto al tavolo, poi mi sono unita alle risate. Beh, una piccola figuraccia che però ha contribuito a farmi conoscere da tutti (ehm, bella soddisfazione) e che male non mi ha portato dato che comunque dopo i professori si rivolgevano a me con simpatia.
Continuo a parlare solo degli insegnanti perchè ho avuto pochi contatti coi miei compagni di corso. Sono l'unica che parla Italiano e si sono fatti dei gruppetti in cui non sono molto ben accetta. Diciamo che non mi cerca nessuno e che la gente mi parla solo se la interpello io o se si trova lì con me e non ha altra scelta. Beh, poco male: chi non mi vuole non mi merita, come al solito. Così si fa una bella scrematura di persone imbecilli... come quelle che mi hanno escluso solo per la mia nazionalità senza nemmeno sapere che ho una mentalità davvero poco italiana, se proprio sono allergici agli Italiani.
Un piccolo appunto su una cosa che mi ha stupito: nessuno dei prof con cui ho discusso della questione della comunicazione all'interno dei team medico e tra questo e il paziente (abbiamo avuto una conferenza sull'argomento, sull'empatia e via dicendo), ha sentito parlare di Patch Adams. Ovviamente ne ho approfittato per fare propaganda e molti sono rimasti incuriositi ed interessati... soprattutto quando ho detto loro che Patch era stato invitato pochi mesi fa dall'Università di Firenze per una conferenza: hanno capito che si stavano perdendo qualcosa.
postato da: lauxyz alle ore 00:00 | link | commenti (3)
categorie: cibo, people, turismo, curiosità, patch, karolinska
lunedì, 27 agosto 2007

First day!

It was so fuckin' cool!!! Eccetto il fatto che per andare al Karolinska Huddinge sono dovuta stare ad attendere un'ora e più al freddo e al gelo un pullman che ha saltato una corsa, il resto è stato fantastico, fenomenale!!
L'ospedale è enorme, è una città. Il personale si sposta su una specie di monopattini a tre ruote con carrellino porta-cose tanto la struttura è gigante. It's so huge! All'inizio, poi, appena scesa dal pullman da sola (dato che i miei colleghi exchange students non mi hanno detto che si erano dati appuntamento per prendere il treno) ero totalmente persa. Una volta arrivata lì i professori e tutto lo staff erano lì per darci il benvenuto e ci hanno stretto la mano presentandosi coi loro nomi. E' stato tutto estremamente amichevole e personalizzato: ognuno ha pure presentato alla classe la persona che aveva vicino dopo averle fatto una breve intervista. Ci è stato introdotto esaustivamente il corso (altro che in Italia dove si inizia e non si sa manco che cosa o chi si ha davanti!), i libri, che erano lì disponibili da sfogliare, per scegliere quello che si preferiva comprare, e poi... tante tante pause-caffè (offerto dall'ospedale con dolcetti e sandwich). Le pause caffè qui sono una tradizione che si consuma in ogni dove, infatti l'avevo già detto che gli Svedesi hanno capito tutto della vita, e sono chiamate con un nome che in Italiano suona orrido (e mi hanno detto anche in Tedesco): fika. A proposito, per fare le pause abbiamo una stanza apposta per gli studenti (alla ER), la students room, con divanetti, tavolini, sgabelli da bar, quadretti alle pareti, bagni puliti e... la cucina con anche tre forni a microonde e una macchina del caffè con caffè in grani gratuita. Insomma ognuno si può portare la pappa da casa e o scaldarla o farsela direttamente sui fornelli. Si possono usare piatti, bicchieri, tazze, posate etc. E' fantastico!! Ad ognuno sono state date le chiavi per gli spogliatoi e per le sale studenti, il badge e il pager! Poi siamo stati portati nella parte dedicata ai simulatori (altra pausa caffè) di chirurgia laparoscopia ed endoscopia. In fine visita alle sale operatorie. Intanto ci si perde tante sono (ci hanno dato la cartina anche per quelle), alcune hanno il "teatro" dal quale si possono vedere gli interventi attraverso il vetro e seguire meglio ciò che succede grazie allo schermo che trasmette le immagini riprese dalla telecamera sopra il campo operatorio. Ogni sala ha poi schermi piatti che pendono dalle pareti e dai quali si possono vedere le TC e le RX del paziente che si sta operando. Ci hanno insegnato a prepararci per entrare nel dipartimento delle sale, a lavarci per accedere alle sale e poi ad essere vestiti. Ci hanno mostrato i vari tipi di vestiario, per esempio qua chi fa chirurgia ortopedica invece che di verde veste di azzurro; quelli azzurri sono tessuti più resistenti alle ossa che possono essere taglienti. Isomma, eravamo davvero sul campo: how cool!!! Ci sono stati mostrati gli strumenti operatori e insegnato come usarli e ripassarli all'infermiera... sì, perchè assisteremo i chirurghi, mica giuggiole! Tutte queste cose pratiche, che sono effettivamente essenziali per iniziare un corso di vera chirurgia (e che in Italia non si sognano nemmeno di citare perchè è tutto teorico), erano correlate da fotocopie e schede che ci sono state date via via nella giornata. Vogliamo poi parlare del fatto che quando viene fatta lezione si trova già sul tavolo all'ingresso la pila di mazzetti con tutte le slides della presentazione che verrà proiettata e spiegata di lì a poco? E' un sogno, da non crederci. I professori di Firenze lasciano, ogni tanto, un mazzetto mal cagato di fogli da portare alla copisteria (e non sempre ci arriva) oppure dicono di scaricare la roba da internet (e qui partono pomeriggi a cambiare il colore delle slides, a renderle leggibili e scorrono fiumi di inchiostro a stamparle e a ristamparle) o ancora godono e si lamentano del fatto che accorriamo numerosi per scaricare sulle nostre pen-drive i file dai loro pc, e poi si beano di non darceli accampando storie di privacy e diritti d'autore. Ora capisco perchè gli studenti qui sono tutti rilassati e non sputano sangue!
postato da: lauxyz alle ore 23:45 | link | commenti
categorie: cibo, curiosità, karolinska
venerdì, 24 agosto 2007

Introduction day

Oggi sono stata all'Introduction Day al KI, praticamente un corso di un giorno sul mondo di cui andremo a far parte: quello del KI, quello svedese e quello multiculturale costituito da noi exchange students.
E' stata una giornata speciale, semplice ma speciale. Appena arrivati è stata data a tutti una cartellina col proprio nome scritto sopra (nome, Paese di provenienza, facoltà) e con dentro tutta una serie di informazioni utili, alcune comuni con gli altri e altre personali, tipo gli orari della prima settimana del proprio corso. Si iniziava appunto con la registrazione e col morning coffee. Alla faccia del caffè... Non i bicchierini scrausi per il finto espresso che servono i nostri catering, ma bicchieri di cartone neri che si potevano riempire con caffè, cappuccino, the (ampissima selezione Twinings tra cui poter scegliere la propria bustina) e via dicendo e poi, mia felicità, kanelbullar per tutti!! Fresche di forno esposte in cestini di vimini. Troppo svedese!
Anche il pranzo è stato gustoso e accattivante: è stato fatto un buffet con diversi piatti tutti buonissimi (il piatto era bello grande ed ho preso un po' di tutto) e da bere hallonsaft, il tipico succo di mirtilli rossi che si trova anche all'Ikea.
Unico neo della giornata: il tour del campus con quei babbei del Global friends, che li avevo già mandati a quel paese prima ancora di venire in Svezia e che si sono rivelati dei rinco anche dal vivo. Va bene che sono studenti volontari, ma non si sa perchè facciano quello che fanno in quanto lo fanno davvero male e senza voglia alcuna. Ci hanno diviso in gruppi per andare a visitare il campus ma a noi è capitato questo tipo che non sapeva nè dove portarci nè cosa dirci e viaggiava con in mano un foglietto, come se l'avessero appena preso dalla fermata del bus e lanciato lì in mezzo. Agli altri gruppi non è andata meglio. La passeggiata è stata ancora più fastidiosa per il caldo esagerato: senza scherzare ci saranno stati almeno 27°C (e una rimbecillita che conosco mi aveva assicurato che oggi avrebbe fatto brutto) e tutti hanno parecchio sofferto.
Il resto è stato super: dai gadget al modo molto easy ma ordinato e simpatico di presentarsi di tutti gli oratori. Pensate che si viene elencati e ci si presenta assolutamente prima col nome e poi col cognome: gli elenchi sono fatti in ordine alfabetico usando però il nome di battesimo! E anche gli oratori si sono introdotti senza mille titoli, solo un professore (membro di quello che sarebbe il nostro "consiglio di istituto") si è presentato accennando anche alla sua specialità, ma tutto con molta umiltà e cordialità. L'aria di superbia e ampollosità che hanno i professori in Italia qua non sanno manco cosa sia!
Per dire quanto tengano agli studenti di altri Paesi basti pensare che ci hanno parlato profusamente del fatto che "il mondo non ha bisogno del Karolinska ma il Karolinska ha bisogno del mondo" (perchè è una piccola università con una sola facoltà). Anche qua molto umili... per quello che è il KI. Poi, una delle cose che mi ha colpito maggiormente, è che nella cartellina abbiamo trovato un cartoncino che recita così, sotto al simbolo del comune di Stoccolma:

THE CITY OF STOCKHOLM

requests the pleasure of your company at a reception
with buffet at the City Hall for

International Students in Stockholm

Wednesday, October 03, 2007 at 17.45 (sharp)


Niente meno: è l'invito ad un ricevimento in onore degli studenti stranieri alla City Hall, il municipio, dove ogni anno il 10 dicembre si tiene il banchetto dei Premi Nobel!!! E pure nella stessa sala, la Blue Hall, la più grande sala per banchetti di tutta Stoccolma! Qua è davvero un altro mondo!! Sono troppo felice di aver scelto questa città per l'Erasmus e per tutto quello che verrà dopo. Sì, perchè si è per sempre studenti del KI! E infatti ci hanno invitati, una volta finito il nostro periodo di studio qui, ad iscriverci al loro KI Alumni, che è un network professionale e sociale dedicato a tutti coloro che hanno studiato, che insegnano o hanno insegnato al KI. Si riceve il giornale, le email... No, signori, qua è un altro pianeta! Altro che noi a Firenze che dobbiamo aprirci alla chetichella una mailing list per darci una mano a sopravvivere alla facoltà di medicina e non restare abbandonati a noi stessi. Qua tra l'altro hanno lo Students Health Centre, che è dedicato a tutti i disturbi inerenti lo studio: dalle preoccupazioni allo stress, dall'insonnia alla depressione, dalla preoccupazione per la richiesta di alte performance di cui non ci si sente all'altezza allo sconforto per i risultati sotto la propria media, dai dolori al collo a quelli delle spalle. E qua vogliono prevenire i veri problemi! Quindi spingono gli studenti a consultare liberamente dottori e infermiere. Poi c'è anche il Public Health Centre, che si occupa delle malattie classiche che possono venire, come l'influenza o gli orecchioni. Vogliamo poi citare il fatto che ci tengono tanto a che le persone siano in forma da aver fatto delle palestre in ognuno dei campus del KI? Gratis. Sono ammirata, sinceramente. Ancora di più dal fatto che qua è stato presentato tutto con il sorriso e l'umiltà di chi è grande davvero e non si deve dare arie per sembrarlo.
Che altro aggiungere? Che sono ansiosa di cominciare lunedì il mio corso di chirurgia, la settimana introduttiva a tutte le materie con già delle ore di pratica da primo giorno e (attenzione inchinatevi davvero al concetto di lavoro di squadra degli Svedesi) il viaggio giovedì pomeriggio e tutta la giornata di venerdì alle isole Åland per fare conoscenza tra di noi e fare lezione in a easier way.
postato da: lauxyz alle ore 22:39 | link | commenti (3)
categorie: cibo, people, ikea, curiosità, solna, karolinska