The rotation in orthopaedics has started! Yesterday and today we had the introduction to the clinical examination of an orthopedic patient. Actually we examined each other and this was quite funny (Anders, asking me to be his partner: "Would you like to be my... friend?"). And another funny thing was that Ola, to explain better the anatomy of some joints, picked up some volounteers and started to write on them with a felt tip pen. I've been the guinea pig for the shoulder and the elbow: since the felt tip pen was blue it seemed that I had a strange tribal tatoo on my upper arm!
But the best part of this day
I did Ander's plaster on his left forearm (and he was very happy of the masterpiece), then we were supposed to shift but we were in an odd number, so I started taking pictures (instead of working
). Then Ola realized that I was "out alone in the cold" and that "nobody wanted to play with me" so he saved for me the main attraction of the gips rum (plaster room): the boot plaster, for the ankle fracture. Actually I've already had one when I was younger but refreshing the memory is always good
. After the performance in which my leg has been closed into a warm and sweaty gypsum prison, Sara was charged with opening the hardened plaster with a kind of pulsating sew (that can't
cut the skin). But while she was performing carefully her job, I screamed in pain... Obviously it was a joke (how nice I am)
you know, just to make her relax. Oh, a little nota bene: I've already told you that many Swedish doctors are very handsome. Ola looks like Ken the doll (Barbie's lifelong sweetheart)... but he's definitely better!
problemi ortopedici. Invece del paziente ci siamo visitati tra di noi ed è stato piuttosto buffo (Anders, chiedendomi di essere la sua partner: "Vuoi essere la mia... amica?"). Un'altra cosa da ridere è stata che Ola, per spiegare meglio l'anatomia di certe articolazioni, prendeva qualche volontario e inziava a scrivergli addosso con un pennarello. Io sono stata la cavia per la spalla e il gomito: dato che il pennarello era blu, alla fine pareva che io avessi uno strano tatuaggio sul braccio!
Ma la parte migliore della giornata odierna è stato andare al pronto soccorso ad imparare come
fare i gessi: è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare!
Io ho fatto il gesso ad Anders, sul suo braccio sinistro (e lui è stato particolarmente contento del capolavoro), poi dovevamo scambiarci ma, dato che eravamo dispari, io ho iniziato a fare foto (invece che lavorare
). Poi Ola si è accorto che io ero "laggiù abbandonata al freddo" e che "nessuno voleva giocare con me" quindi mi ha riservato pezzo forte della sala gessi: il gesso a stivale, per le fratture di caviglia. In verità ne avevo già avuto uno quando ero piccola, ma rinfrescare la memoria fa sempre bene. Dopo la performance durante la quale la mia gamba è stata imprigionata in un gesso caldo e sudaticcio, Sara è stata incaricata
di aprire il gesso indurito con una specie di sega pulsante (che non può tagliare la pelle). Ma mentre lei faceva attentamente il suo lavoro, io ho cacciato un grido di dolore... ovviamente era uno scherzo (sono una simpaticona)
, tanto per farla rilassare. Oh, una piccola postilla: ho già detto che molti dottori svedesi sono proprio belli. Ola sembra Ken (il fidanzato storico di Barbie)... ma è decisamente meglio!
Spero che questa domenica riusciremo a bissare la bell'idea che ha avuto Irina settimana scorsa: ha mandato un sms per invitare un po' di gente del nostro corso di chirurgia a fare colazione nel suo corridoio. Ci siamo ritrovati chi già bell'e vestito di tutto punto e chi appena rotolato giù dal letto e ancora in pigiama
. Il tavolo era strapieno di vivande perchè tutti abbiamo portato qualcosa anche per gli altri... in verità abbiamo dovuto unire due tavoli se no non ci saremmo stati! Comunque la compagnia è stata così
allegra e i discorsi così interessanti e simpatici che la nostra breakfast si è tramutata in un brunch: siamo rimasti a tavola dalle undici di mattina alle tre del pomeriggio!!! Inutile dire che non abbiamo pasteggiato solo a latte e cereali ma si andava dal salame, al formaggio, dal gelato, al dulce de leche... Nessuno di noi ha però avuto il coraggio di mangiare il Kaviar, che gli Svedesi si sparano anche a colazione spalmato sulle tartine.
(o di quello che ne rimaneva). I risultati sono stati questi: oh, mi piacerebbe andare a *** (e qui inserire il nome di un museo, di un'attività ricreativa, di un centro commerciale), ma invece vado a studiare, vado a far la spesa alla LIDL, vado a scrivere l'EBM project, oddio-domani-è-lunedì:me-ne-torno-a-letto. Non c'è nulla da fare: gli studenti di medicina sono uguali ovunque... troppo pessimi!
) Jakob ha insegnato a Luise a inserire un catetere venoso usando come cavia Sofia, che ha passato il resto della giornata con la mano incerottata
. Il mio gruppetto pare sia stato molto bravo durante questa rotazione... o almeno danni non ne abbiamo fatti: niente denti rotti, niente pazienti soffocati o dissanguati, niente esofagi intubati... Però ci sono stati anche degli incidenti per nulla simpatici. Per esempio mentre Anders assisteva un cesareo di una paziente con l'epatite C è partito sangue da tutte le parti: lui si è trovato solo coi vestiti spruzzati, ma è andata peggio all'anestesista e al suo infermiere che hanno ricevuto gocce in bocca e in un occhio. Questi ultimi due sono volati fuori dalla sala a disinfettarsi ed Anders, ultimo rimasto del team di anestesiologia, anzichè seguire la paziente ha cercato di dileguarsi a modo suo mettendosi a pulire il pavimento
. L'accaduto è stato molto strano perchè normalmente gli anestesisti sono dietro i drappi sterili (la famosa barriera emato-encefalica che li divide dai chirurghi
-battuta medica-) e non dovrebbe arrivare nulla, tanto più che l'infermiere indossava pure gli occhiali. Comunque sia a parte quest'episodio non ci sono state tragedie e nessuno di noi ha assistito ad un arresto cardiaco vero... Solo io, sfigata, ho avuto in dono dal team del Simulator Centre il mio bravo paziente in arresto e ho dovuto rianimare per più di venti minuti, con sei defibrillazioni comprese nel pacchetto omaggio. Dal vero, invece, ho intubato, messo linee intravenose, mantenuto aperte le vie aeree e ventilato e ho pure fatto delle anestesie spinali (sì, ho proprio infilato degli aghi nella schiena delle persone). Di questo devo ringraziare soprattutto Mikael (che non è il nostro coordinatore generale ma è un ragazzo carino e simpatico con le gambe lunghe chilometri... lo so perchè gli sono corsa appresso per una settimana), che aveva la rotazione in chirurgia d'emergenza e mi ha permesso di seguirlo anche nel turno di guardia; Per, alto quasi due metri, che lavora nella sezione di urologia, che appena vedeva che mi armavo di cerini per dar fuoco a qualche studente di infermieristica, mi portava nella Post-op ward a controllare i pazienti operati o nel Pre-op a visitare i pazienti di chirurgia elettiva. Scherzi a parte anche qua ho conosciuto persone molto gentili e disponibili, infermiere comprese (Gunilla, Marita, Brigitta... ossignùr, Brigitta è troppo uguale a Bruttilde -Broomhilde- del film Robin Hood di Mel Brooks, e dovevo trattenermi dal ridere ogni volta che la guardavo
). Questo ospedale è troppo bello e devo dire che se non fossi così stanca dopo ogni giornata, farei volentieri più turni di notte. Comunque mi sa che tornerò in anestesiologia a vedere quando Mikael ha i suoi turni di guardia...
Come si vede che mi piace il cibo svedese! Settimana scorsa Lisa ha passato un esame e, dato che aveva il pomeriggio libero, ha deciso di mettere alla prova la ricetta segreta di sua nonna per fare i bullar. Ne ha riempito due teglie: una teglia di vanilj bullar a un'altra di kanell bullar, cioè bullar alla vaniglia e altri alla cannella. Intanto la cucina e tutto il corridoio erano profumatissimi, ma poi... che buoni!!! Sono usciti morbidissimi. Mentre li
mangiavamo con the o caffè è arrivato Jean, tutto trafelato e visibilmente confuso, chiedendo: "What time is it?!", e noi: "It's fika time!!!". Lui, stranamente, invece di ridere è cascato ancora di più nella preoccupazione, alchè Lissette ha rincarato la dose: "Ma qui o in Cile? Guarda che in Cile sono cinque ore
indietro, ora è mattina!". Lui ancora: "Ma no, ma l'ora... non è cambiata? Cioè, doveva cambiare..." Insomma, si è confuso con il prossimo weekend che ci sarà il passaggio d'ora. La cosa bella è che gli è venuto il dubbio di essere fuori orario a metà pomeriggio... Su una cosa siamo tutti d'accordo: Jean a volte è un cartone animato!
I think I'm gonna nominate Lars for the best teacher prize (pris till bästa lärare) 2007. Not only he has been creative in organizing urology classes till now, but he's also a great teacher in the ward and in the OR: enthusiast, smiling, untiring and giving us the possibility to practice in any occasion. These two weeks has begun with an interesting introduction day during which Lars had given us our personal schedule (nothing was left to case), a brief but exhaustive urology book, he showed us all the urological department and he teached us some basis in urology. During the following days we were able to go to the open ward, to the morning Röntgen meetings, to the OR, to the ESWL unit etc. I really had a great time! I've seen so many interesting things and now I'm able to perform some procedures (see one, do one, teach one). Let's skip the fact that in Florence I've never met even one single urological patient. Yesterday I was on the climax of my happiness (indeed I was so excited that I went home forgetting my lunchbox in our student room fridge): Lars gave me the opportunity to assist him in an operation I was interested in (even if it wasn't my OR day): a case of IPP. Well, Lars was the guy with the scalpel, but I did the rest: cauterization, pulling here, keeping there, injecting someting, putting some stitches, catheterization... I hope the patient will be happy with his new straight penis!
Sono stata in sala operatoria tutto il giorno! E se riesco anche domani mi vado a vedere qualche operazione (complice l'assenza pomeridiana di una delle regazze che avrebbero il turno lì... E anche al mattino la mia collega vorrebbe andare in ambulatorio a palpare un po' di prostate, che non l'ha ancora fatto. Io le lascio volentieri il posto: di prostate ne ho avute a abbastanza per questa settimana). L'altro giorno, per celebrare il mio primo inserimento di un catetere Foley, mi sono portata a casa la cuffietta che indossavo.
Ma oggi la posso anche buttare via perchè non solo ormai sto stabilendo nuovi record di velocità nell'inserimento di cateteri (che fortuna sfacciata!), ma ho visto la mia prima orchidectomia: il sogno di ogni donna che detesta gli uomini.
Indovinate cosa mi sono presa per souvenir?
E nemmeno la protesi, che era tanto bellina... Mi sono portata a casa un paio di guanti, che mi devo fare la tinta ai capelli.
Comunque, a quanto ho capito, si può ottenere l'abilitazione alla chirurgia laparoscopica (o artroscopica) anche spendendo un tot di ore su questi macchinari molto realistici.
Ma la tecnologia del meraviglioso Karolinska non si ferma qui! Venerdì, tra le varie lezioni che avevamo, c'era anche questa fantomatica "Multidisciplinary pancreatic conference". Una volta arrivata nell'aula mi sono trovata davanti una cosa che la mia testa non voleva realizzare. Oltre alle solite favolose proiezioni radiologiche controllate dal radiologo al computer, c'era anche uno schermo piatto nel quale si vedevano degli ambienti con delle persone. Erano tutti gli ospedali di Stoccolma collegati in quel momento in video-conferenza! La cosa carina è che l'audio era perfetto e, ogni qual volta una persona interveniva, a seconda di dove fosse, il suo riquadro andava automaticamente in posizione principale rispetto agli altri. Insomma diversi specialisti discutevano i vari casi di pazienti per agire poi al meglio. Finita questa, e non ancora riavutami dallo stupore, siamo andati a fare lezione in un'altra aula dove c'era un sistema simile (ci hanno spiegato che spesso da lì si connettono con Barcellona perchè collaborano) ma con la differenza che lo schermo del proiettore era interattivo. Mikael ha infatti preso dei pennarelli elettronici e si è messo a scrivere sulle slide di PowerPoint direttamente dalla "lavagna" mentre spiegava. Esattamente come a Firenze quando per fare andare avanti le diapositive della lezione uno studente si deve incaricare di muovere il braccio meccanico del proiettore inceppato, vero?
L'atmosfera si fa sempre più elettrizzante: a breve verranno svelati i nomi dei Nobel Laureates di quest'anno, che riceveranno il premio il 10 dicembre qua a Stoccolma. Potete vedere il calendario degli annunci al sito NobelPrize. Il primo ad essere rivelato, lunedì 8 (dopodomani!!!), sarà proprio quello in medicina e l'annuncio verrà dato al Nobel Forum, Nobels väg 1, Karolinska Institutet, Stockholm
alle 11.30. A quell'ora io sarò in sala operatoria ma devo dire che mi piacerebbe essere lì anche solo per gustarmi l'emozione. Il Nobel per la medicina è assegnato da un'assemblea di cinquanta professori del Karolinska che si riuniscono proprio al Nobel Forum.
Credete ai fantasmi? Agli spiriti? Alle coincidenze inspiegabili? Se la risposta è no, non importa: per godersi questa passeggiata lungo le vie di Gamla Stan è necessario abbassare le difese mentali e lasciarsi affascinare dalle storie raccontate da Anthony, la carismatica guida che tiene nottetempo il Ghost Walk Tour. Io e gli altri exchange students del gruppo siamo stati introdotti nei delitti, nei misteri e nelle leggende di una Stoccolma medievale che allunga i suoi tentacoli fino ai giorni nostri. Il tempo ci è stato "favorevole" perchè si gelava e scendeva quella pioggerellina che è tanto fine da non essere quasi percepita finchè non infradicia... quindi le strade erano poco meno che
deserte e il paesaggio sinistro ed affascinante. I racconti del bagno di sangue di Stoccolma, della peste nera, di monasteri benedettini sotterranei, vampiri moderni assetati di energia, fantasmi antichi, fulmini globulari, edifici storici infestati, tra cui ristoranti, hotel e lo stesso palazzo reale. Tutto tremendamente coinvolgente da sentircisi quasi dentro. E che effetto sinistro può invece fare passeggiare nella via più stretta della Svezia, Mårten Trotzig Gränd, sapendo che lì sono state assassinate decine di persone!
E' stata una sera memorabile, abbiamo anche visto la statua più piccola di tutta Stoccolma, che è vicino al palazzo reale ed è "magica": il piccolo ragazzo di ferro ti ascolta quando hai avuto una giornataccia e, se gli regali un oggetto a cui tieni davvero e gli carezzi la testa, vedrai il tuo desiderio realizzato.