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martedì, 28 agosto 2007

Second day

Oggi ho provato ad andare ad Huddinge in treno e devo dire che la folla che si assiepa a T-Centralen nelle ore di punta è da pazzi. Non so se deciderò di riprendere il pendelbuss dopo lo scherzetto che mi ha fatto ieri, però è tanto più tranquillo...
In università abbiamo fatto un po' di lezioni sull'addome acuto, i traumi, la radiologia, il tutto condito da una cosa come cinque pause (una addirittura dopo tre quarti d'ora che avevamo iniziato: fantastico!). Il professore che presiede il corso, Mika, ci ha anche dato dei cartoncini giallo brillante per farci dei segnaposto coi nostri nomi per conoscerci e chiamarci con maggior facilità dato che siamo in una trentina di persone. Durante la pausa di mezzogiorno ho usato la cucina per prepararmi il pranzo e sono rimasta a mangiare con una decina di altri studenti... è tutto così diverso e migliore rispetto all'Italia! Anche le bevande delle macchinette delle salette usate da noi studenti sono gratis. I quattro Svedesi che erano al tavolo con me si sono messi a chiacchierare in Inglese per rendermi partecipe: sono stati molto gentili. Per loro non c'è quasi differenza con la loro lingua madre perchè qua hanno la tv che trasmette in Inglese a tutte le ore coi sottotitoli in Svedese e loro sono "allenati" da quando sono piccoli.
Quest'oggi la parte pratica che ha svolto il mio gruppo è stata suddivisa in due lezioni: la circolazione periferica, con un occhio di riguardo alla gamba ischemica, e esame obiettivo chirurgico dell'addome. Per prendere la pressione arteriosa del piede (cosa mai fatta in Italia) si è usato un doppler portatile e uno sfigmomanometro. Il doppler qua pare si usi di routine per questo scopo (a Careggi manco ce l'hanno... dove ho fatto io il pre-tirocinio si dovevano rubare un misero pulsiossometro da un corridoio all'altro). Ovviamente abbiamo provato tutti. La parte dell'esame obiettivo dell'addome mi ha visto come protagonista, invece! Dopo essermi rifiutata di fare la paziente vascolare nell'altra sala, in quest'ultima il professore mi ha chiesto gentilmente di giocare al dottore con un mio compagno di corso che avrebbe fatto il paziente. Dato che ormai l'esame obiettivo dell'addome mi esce dalle orecchie, ho fatto una così bella figura che il professore alla fine ha detto che non aveva nulla da aggiungere perchè ero stata estremamente esaustiva (nonostante mi sia scusata un paio di volte per incomprensioni dovute a differenze linguistiche di termini specifici e al fatto che ogni tanto non mi ricordo più le parole... ma questa è una cosa che, tristemente, mi succede anche con l'Italiano). Dai, per oggi sono soddisfatta anche se ho un sonno pazzesco! Domani andrò a comprare il libro di chirurgia e quello del corso di Svedese... sperando che al negozio prescelto mi facciano davvero gli sconti che ci sono scritti nella mail che mi ha mandato il centro linguistico: evviva sconti e omaggini!!
postato da: lauxyz alle ore 21:39 | link | commenti
categorie: people, medicina, karolinska

L'allarme funziona!

Tornata esausta dalle lezioni mi sono trascinata in cucina per mangiare un boccone, ho infilato un paio di toast nel tostapane (automatico) e mi sono soffermata a salutare Johan che era appena rientrato. Ad un certo punto sentiemo puzza di bruciato e si inizia a vedere del fumo. Non ho fatto in tempo a correre a spegnere il toaster che le fiamme si sono levate da una delle due fessure. Niente di trascendentale, per carità, però mentre iniziavo ad imprecare (in Inglese) si è messo a suonare fortissimo l'allarme antincendio tanto che mentre io spegnevo il rogo Johan si è arrampiacato su una sedia e l'ha spento levandogli la batteria. Nel frattempo tutto il corridoio si è assiepato sulla porta della cucina per vedere cosa succedeva... e per gustarsi l'odorino. Infatti ho spiegato a quelli che storcevano il naso che quando loro fumano alla finestra io torno in camera tutta puzzolente: per una volta ho reso loro il favore!
postato da: lauxyz alle ore 21:17 | link | commenti
categorie: cucina, people, solna
lunedì, 27 agosto 2007

Another first day!

Stranamente non mi sono persa come al solito andando al centro linguistico! Appena uscita dall'ospedale a Huddinge sono partita a Odenplan per frequentare la prima lezione di Svedese. La classe è composta quasi solamente da noi del Karolinska ed è molto ristretta, quindi si impara meglio. L'insegnate è una specie di lupo di mare svedese troppo figo: Paul (si legge come si scrive). Avrà una sessantina d'anni e fa di lavoro lo skipper e l'istruttore di vela, ha accettato di tornare ad insegnare perchè l'hanno chiamato d'emergenza non avendo nessun altro disponibile.
Dite ciò che volete ma a me lo Svedese non calza molto: devo fare un lavoro terribile con la testa... e poi certe volte più che pronunciare scimmiotto e il risultato è troppo comico. Ma via, devo imparare se voglio almeno mettermi a dire parolacce paurose!
postato da: lauxyz alle ore 23:52 | link | commenti (1)
categorie: svenska, stockholm

First day!

It was so fuckin' cool!!! Eccetto il fatto che per andare al Karolinska Huddinge sono dovuta stare ad attendere un'ora e più al freddo e al gelo un pullman che ha saltato una corsa, il resto è stato fantastico, fenomenale!!
L'ospedale è enorme, è una città. Il personale si sposta su una specie di monopattini a tre ruote con carrellino porta-cose tanto la struttura è gigante. It's so huge! All'inizio, poi, appena scesa dal pullman da sola (dato che i miei colleghi exchange students non mi hanno detto che si erano dati appuntamento per prendere il treno) ero totalmente persa. Una volta arrivata lì i professori e tutto lo staff erano lì per darci il benvenuto e ci hanno stretto la mano presentandosi coi loro nomi. E' stato tutto estremamente amichevole e personalizzato: ognuno ha pure presentato alla classe la persona che aveva vicino dopo averle fatto una breve intervista. Ci è stato introdotto esaustivamente il corso (altro che in Italia dove si inizia e non si sa manco che cosa o chi si ha davanti!), i libri, che erano lì disponibili da sfogliare, per scegliere quello che si preferiva comprare, e poi... tante tante pause-caffè (offerto dall'ospedale con dolcetti e sandwich). Le pause caffè qui sono una tradizione che si consuma in ogni dove, infatti l'avevo già detto che gli Svedesi hanno capito tutto della vita, e sono chiamate con un nome che in Italiano suona orrido (e mi hanno detto anche in Tedesco): fika. A proposito, per fare le pause abbiamo una stanza apposta per gli studenti (alla ER), la students room, con divanetti, tavolini, sgabelli da bar, quadretti alle pareti, bagni puliti e... la cucina con anche tre forni a microonde e una macchina del caffè con caffè in grani gratuita. Insomma ognuno si può portare la pappa da casa e o scaldarla o farsela direttamente sui fornelli. Si possono usare piatti, bicchieri, tazze, posate etc. E' fantastico!! Ad ognuno sono state date le chiavi per gli spogliatoi e per le sale studenti, il badge e il pager! Poi siamo stati portati nella parte dedicata ai simulatori (altra pausa caffè) di chirurgia laparoscopia ed endoscopia. In fine visita alle sale operatorie. Intanto ci si perde tante sono (ci hanno dato la cartina anche per quelle), alcune hanno il "teatro" dal quale si possono vedere gli interventi attraverso il vetro e seguire meglio ciò che succede grazie allo schermo che trasmette le immagini riprese dalla telecamera sopra il campo operatorio. Ogni sala ha poi schermi piatti che pendono dalle pareti e dai quali si possono vedere le TC e le RX del paziente che si sta operando. Ci hanno insegnato a prepararci per entrare nel dipartimento delle sale, a lavarci per accedere alle sale e poi ad essere vestiti. Ci hanno mostrato i vari tipi di vestiario, per esempio qua chi fa chirurgia ortopedica invece che di verde veste di azzurro; quelli azzurri sono tessuti più resistenti alle ossa che possono essere taglienti. Isomma, eravamo davvero sul campo: how cool!!! Ci sono stati mostrati gli strumenti operatori e insegnato come usarli e ripassarli all'infermiera... sì, perchè assisteremo i chirurghi, mica giuggiole! Tutte queste cose pratiche, che sono effettivamente essenziali per iniziare un corso di vera chirurgia (e che in Italia non si sognano nemmeno di citare perchè è tutto teorico), erano correlate da fotocopie e schede che ci sono state date via via nella giornata. Vogliamo poi parlare del fatto che quando viene fatta lezione si trova già sul tavolo all'ingresso la pila di mazzetti con tutte le slides della presentazione che verrà proiettata e spiegata di lì a poco? E' un sogno, da non crederci. I professori di Firenze lasciano, ogni tanto, un mazzetto mal cagato di fogli da portare alla copisteria (e non sempre ci arriva) oppure dicono di scaricare la roba da internet (e qui partono pomeriggi a cambiare il colore delle slides, a renderle leggibili e scorrono fiumi di inchiostro a stamparle e a ristamparle) o ancora godono e si lamentano del fatto che accorriamo numerosi per scaricare sulle nostre pen-drive i file dai loro pc, e poi si beano di non darceli accampando storie di privacy e diritti d'autore. Ora capisco perchè gli studenti qui sono tutti rilassati e non sputano sangue!
postato da: lauxyz alle ore 23:45 | link | commenti
categorie: cibo, curiosità, karolinska
sabato, 25 agosto 2007

Corso di Svedese

Lunedì inizierò anche il mio primo corso di Svedese, pagato dal KI, ovviamente per beginners in quanto non so un accidente. Cinque settimane due volte la settimana, per un totale di 30 ore. Se studio per bene magari potrò andare a fare anche i corsi di continuazione di diversi livelli. Sarà un po' pesantino in quanto al campus Huddinge finirò intorno alle 17.30 e dovrò iniziare le lezioni del corso alle 18.30 a Odenplan fino alle 21.00. A parte che ci guadagnerò dei crediti universitari, ma sono davvero felice che inizierò ad masticare qualcosa che non sia il solito Inglese!
postato da: lauxyz alle ore 00:22 | link | commenti
categorie: svenska, stockholm, sverige, karolinska
venerdì, 24 agosto 2007

Introduction day

Oggi sono stata all'Introduction Day al KI, praticamente un corso di un giorno sul mondo di cui andremo a far parte: quello del KI, quello svedese e quello multiculturale costituito da noi exchange students.
E' stata una giornata speciale, semplice ma speciale. Appena arrivati è stata data a tutti una cartellina col proprio nome scritto sopra (nome, Paese di provenienza, facoltà) e con dentro tutta una serie di informazioni utili, alcune comuni con gli altri e altre personali, tipo gli orari della prima settimana del proprio corso. Si iniziava appunto con la registrazione e col morning coffee. Alla faccia del caffè... Non i bicchierini scrausi per il finto espresso che servono i nostri catering, ma bicchieri di cartone neri che si potevano riempire con caffè, cappuccino, the (ampissima selezione Twinings tra cui poter scegliere la propria bustina) e via dicendo e poi, mia felicità, kanelbullar per tutti!! Fresche di forno esposte in cestini di vimini. Troppo svedese!
Anche il pranzo è stato gustoso e accattivante: è stato fatto un buffet con diversi piatti tutti buonissimi (il piatto era bello grande ed ho preso un po' di tutto) e da bere hallonsaft, il tipico succo di mirtilli rossi che si trova anche all'Ikea.
Unico neo della giornata: il tour del campus con quei babbei del Global friends, che li avevo già mandati a quel paese prima ancora di venire in Svezia e che si sono rivelati dei rinco anche dal vivo. Va bene che sono studenti volontari, ma non si sa perchè facciano quello che fanno in quanto lo fanno davvero male e senza voglia alcuna. Ci hanno diviso in gruppi per andare a visitare il campus ma a noi è capitato questo tipo che non sapeva nè dove portarci nè cosa dirci e viaggiava con in mano un foglietto, come se l'avessero appena preso dalla fermata del bus e lanciato lì in mezzo. Agli altri gruppi non è andata meglio. La passeggiata è stata ancora più fastidiosa per il caldo esagerato: senza scherzare ci saranno stati almeno 27°C (e una rimbecillita che conosco mi aveva assicurato che oggi avrebbe fatto brutto) e tutti hanno parecchio sofferto.
Il resto è stato super: dai gadget al modo molto easy ma ordinato e simpatico di presentarsi di tutti gli oratori. Pensate che si viene elencati e ci si presenta assolutamente prima col nome e poi col cognome: gli elenchi sono fatti in ordine alfabetico usando però il nome di battesimo! E anche gli oratori si sono introdotti senza mille titoli, solo un professore (membro di quello che sarebbe il nostro "consiglio di istituto") si è presentato accennando anche alla sua specialità, ma tutto con molta umiltà e cordialità. L'aria di superbia e ampollosità che hanno i professori in Italia qua non sanno manco cosa sia!
Per dire quanto tengano agli studenti di altri Paesi basti pensare che ci hanno parlato profusamente del fatto che "il mondo non ha bisogno del Karolinska ma il Karolinska ha bisogno del mondo" (perchè è una piccola università con una sola facoltà). Anche qua molto umili... per quello che è il KI. Poi, una delle cose che mi ha colpito maggiormente, è che nella cartellina abbiamo trovato un cartoncino che recita così, sotto al simbolo del comune di Stoccolma:

THE CITY OF STOCKHOLM

requests the pleasure of your company at a reception
with buffet at the City Hall for

International Students in Stockholm

Wednesday, October 03, 2007 at 17.45 (sharp)


Niente meno: è l'invito ad un ricevimento in onore degli studenti stranieri alla City Hall, il municipio, dove ogni anno il 10 dicembre si tiene il banchetto dei Premi Nobel!!! E pure nella stessa sala, la Blue Hall, la più grande sala per banchetti di tutta Stoccolma! Qua è davvero un altro mondo!! Sono troppo felice di aver scelto questa città per l'Erasmus e per tutto quello che verrà dopo. Sì, perchè si è per sempre studenti del KI! E infatti ci hanno invitati, una volta finito il nostro periodo di studio qui, ad iscriverci al loro KI Alumni, che è un network professionale e sociale dedicato a tutti coloro che hanno studiato, che insegnano o hanno insegnato al KI. Si riceve il giornale, le email... No, signori, qua è un altro pianeta! Altro che noi a Firenze che dobbiamo aprirci alla chetichella una mailing list per darci una mano a sopravvivere alla facoltà di medicina e non restare abbandonati a noi stessi. Qua tra l'altro hanno lo Students Health Centre, che è dedicato a tutti i disturbi inerenti lo studio: dalle preoccupazioni allo stress, dall'insonnia alla depressione, dalla preoccupazione per la richiesta di alte performance di cui non ci si sente all'altezza allo sconforto per i risultati sotto la propria media, dai dolori al collo a quelli delle spalle. E qua vogliono prevenire i veri problemi! Quindi spingono gli studenti a consultare liberamente dottori e infermiere. Poi c'è anche il Public Health Centre, che si occupa delle malattie classiche che possono venire, come l'influenza o gli orecchioni. Vogliamo poi citare il fatto che ci tengono tanto a che le persone siano in forma da aver fatto delle palestre in ognuno dei campus del KI? Gratis. Sono ammirata, sinceramente. Ancora di più dal fatto che qua è stato presentato tutto con il sorriso e l'umiltà di chi è grande davvero e non si deve dare arie per sembrarlo.
Che altro aggiungere? Che sono ansiosa di cominciare lunedì il mio corso di chirurgia, la settimana introduttiva a tutte le materie con già delle ore di pratica da primo giorno e (attenzione inchinatevi davvero al concetto di lavoro di squadra degli Svedesi) il viaggio giovedì pomeriggio e tutta la giornata di venerdì alle isole Åland per fare conoscenza tra di noi e fare lezione in a easier way.
postato da: lauxyz alle ore 22:39 | link | commenti (3)
categorie: cibo, people, ikea, curiosità, solna, karolinska
mercoledì, 22 agosto 2007

Morbo di Garbage

E' una malattia di etiologia sconosciuta. Si pensa nasca nelle comunità attente all'ecologia e avverse al consumismo sfrenato, nonchè all'ostentazione di ricchezza. Altra popolazione in cui si può manifestare questa patologia è quella con reddito pro-capite ai limiti della sopravvivenza o del decoro, come pensionati, disoccupati, senzatetto, studenti.
L'esordio è lento ma inarrestabile. Si manifesta nelle prime fasi con esternazioni di sdegno nei confronti dello spreco che affligge la società occidentale; con occhiate scandalizzate a quello che la gente getta via. Nelle fasi successive i sintomi divengono più riconoscibili perchè il soggetto solleva dai cassonetti e dai cestini dell'immondizia oggetti di svariata natura per analizzarli, constatarne il valore e la vita residua e per poi gettarli nuovamente via inveendo contro la società sprecona. Poco prima della fase terminale il paziente smette di disfarsi degli oggetti che vede nei cassonetti ma anzi li porta a casa con sè, giustificandosi coi parenti e gli amici. La fase terminale conclamata è riconoscibile dal comportamento non più vergognoso ma anzi orgoglioso del paziente che porta con sè anche il sacchetto della spesa e va a rovistare tra bidoni e cassoni aprendoli sistematicamente quando ci passeggia accanto. Nei casi più disperati il soggetto si infila con tutta la sua persona pure nei cassonetti dell'umido, per poter aprire con più comodità i sacchetti ivi contenuti.
Non si conosce terapia alla patologia in quanto anche una vincita alla lotteria non potrebbe mai scalzarescavenger dalla mente del paziente il valore che possono avere le cose, che riprendono vita anche dopo che gli altri le avevano condannate a una lenta morte in discarica o a una rapida trasformazione al riciclo.
I pazienti non sempre sono coscienti della loro condizione, altri invece si etichettano con orgoglio col nomignolo di "scavenger" (un po' come quando si definiscono "clochard" i barboni: il nome cambia ma la sostanza tristemente resta).
Nella figura: una paziente affetta dal morbo di Garbage nell'atto di stipare famelicamente il suo bottino.
postato da: lauxyz alle ore 18:08 | link | commenti (1)
categorie: people, curiosità, stockholm, pax

Melma nera

Stamani mi sono recata al KI per il prelievo delle varie secrezioni per il test del MRSA. A me si sono accodati Lissette e Jean, che non erano mai stati al KI. Dopo aver facilmente trovato l'ufficio del Student Health Centre (Studenthälsan) ci ha accolto una simpatica signora, un'infermiera credo, che ci ha fatto compilare un form e la busta dove ci verranno spediti i risultati. (Certo che da quando ho inizito quest'Erasmus sto compilando pile di fogli... e non finirà nemmeno dopo che sarò tornata in Italia!) Pensavamo che avremmo trovato lì una folla, perchè bisognava pure prenotare questo esame... invece siamo stati le uniche tre anime in tutto il tempo che ci siamo trattenuti.
Una cosa molto carina che ho notato è stato l'ambulatorio: non c'era nulla di bianco tranne la carta che copriva il lettino (rosso fiammante), tutto il resto era arredato con gusto e semplicità con colori naturali, piante, poster. Era un ambiente accogliente, non come gli ambulatori in Italia che sono freddi e senza personalità... e mettono in agitazione il malcapitato di turno che pensa di essere in mano a degli alieni che gli infileranno una sonda rettale per gonfiarlo di elio.
Ho detto alla bionda signora che il test l'avevo fatto già in Italia e che ero negativa. Lei mi ha risposto che ho fatto bene, così che se fossi stata positiva avrei potuto fare la terapia. Grazie, e allora adesso perchè me lo rifai? Non c'è stato nulla da obiettare: ho dovuto accondiscendere. Solo che questi tamponi erano un po' inquietanti: in Italia sono tutti carini, bianchi e blu con il terreno nutriente trasparente. Questi erano nero laccato e grigini e il terreno era altrettanto nero! Non solo, la signora non ha preso il campione con il batuffolo "a secco" ma l'ha prima intinto nella pece nera andandomi a insozzare il naso. Ma che diamine!!
Bene, sono aperte le scommesse per indovinare se risulterò positiva o negativa... bah!
postato da: lauxyz alle ore 17:35 | link | commenti
categorie: sverige, solna, karolinska

Siamo al completo!

Dall'altro ieri notte tutte le camere del corridoio sono occupate, ora c'è davvero un bel po' di vita al nostro piano.
301 Hanna
302 Lissette
303 Bixente
304 Marcus
305 David
306 Annalisa
307 Abdulraheim
308 Jean
309 Io, ci sono io!
310 Johan
311 Lisa
I ragazzi svedesi sono un po' sulle loro mentre le ragazze, Hanna e Lisa, sono sorridenti ed amichevoli. Nemmeno a farlo apposta quelli della SSB, l'agenzia che gestisce questi studentati, hanno messo nello stesso corridoio ragazze con nomi molto simili, avete notato? C'è un po' di ridondanza
Hanna (svedese) studia fisica al KI; Lissette e Jean (cileni) fanno medicina occupazionale, che non so se abbia un corrispettivo in Italia, e sono come me nel programma di scambio del KI; Bixente (francese) lavora alla AirFrance perchè mi pare si sia già laureato in economia; Marcus (svedese) è un uomo del mistero; David (svedese) idem; Annalisa (tedesca) studia per diventare insegnante di persone che vogliono insegnare, la sua facoltà è una cosa tipo pedagogia, è nel programma della Lärarhögskolan; Abdulraheim (palestinese) si dice studi qualcosa che ha a che fare con le comunicazioni informatiche; Johan (svedese) altro uomo del mistero; Lisa (svedese) studia biologia.

Ieri sera mentre si cenava sono venute a trovarci delle amiche tedesche di Annalisa che abitano pure loro al Pax: si sono stupite della pulizia della cucina (modestamente Lisa, Lissette ed io abbiamo fatto un buon lavoro) perchè hanno detto che la loro fa tanto schifo che mangiano in camera, e poi hanno detto che al loro piano non parlano con nessuno perchè ognuno di fa gli affari suoi (un po' come i nostri ragazzi svedesi), mentre noi lì eravamo a scherzare come al solito.
Bixente ha lanciato l'idea di fare un pic-nic per conoscerci meglio tutti: io credo sia un'idea adorabile!
postato da: lauxyz alle ore 11:10 | link | commenti
categorie: people, pax , solna
martedì, 21 agosto 2007

KI merchandising

KI_backpackHo scoperto che all'amministrazione del KI hanno un negozio dove vendono gadget, vestiario, valigie e varie ed eventuali targati KI! Dite che ci ho messo molto ad avventurarmici? Non so perchè ho sentito l'impellente bisogno di avere uno zaino per i libri di chirurgia che devo ancora comprare
La signora bionda dell'amministrazione mi ha chiesto se lo volevo vedere fuori dalla plastica... io le ho risposto che lo prendevo così com'era, non mi importava nemmeno del prezzo (accessibilissimo comunque... Mamma, non ti far venire infarti, lo sai che sono sempre una gran taccagna!!).
Ora posseggo questa meraviglia grigio e borgogna (il colore della bandiera del KI)... arf arf... non è uno spettacolo? Credo che prima del mio rientro passerò ancora in quello shop: voglio affermare la mia appartenenza (seppur temporanea) al KI anche con questi simboli effimeri!!
postato da: lauxyz alle ore 19:36 | link | commenti (1)
categorie: curiosità, karolinska